Teoria del paesaggio maldiviano – colori e forme in 2 dimensioni

In questo paesaggio esterno a due dimensioni dominato dal profondo blu marino si accendono splendidi colori, tutte le gradazioni del ciano, colore complementare al rosso che si ottiene miscelando verde e blu in parti uguali.
Il ciano viene a volte denominato turchese, spesso non viene distinto dall'azzurro, ma ne esistono infinite gradazioni che nelle acque delle Maldive si ritrovano tutte: verde pino, foglia di thè, ceruleo, blu bondi, acquamarina, carta da zucchero.
A fianco del ciano, aggiungendoci un’altra parte equivalente di magenta, a sua volta ottenuto mischiando rosso e blu sempre in parti uguali, appare anche l’indaco, anch’esso in tante tinte a comporre le innumerabili gradazioni di blu: blu polvere, blu acciaio, ceruleo, cobalto, blu di persia, blu pavone, blu notte, blu di prussia, blu oltremare, zaffiro.
Tanti colori da non riuscire a denominarli tutti.
E poi il bianco, somma di tutti i colori.
Bianco delle onde che s’infrangono sulle barriere rocciose, dei banchi di sabbia corallina affiorante, delle nuvole che punticchiano il cielo proiettando le loro scure ombre sul mare, anch’esse a virare nuovamente i colori.
  In questo paesaggio esterno a due dimensioni compaiono sul profondo blu tante forme di sabbia affiorante a fare gli isolotti dell’arcipelago: lenticolari, arrotondate, oblunghe, ellittiche, curve, concave e convesse.
  Tutti cabalistici segni tracciati lentamente dal corallo nel profondo del mare.

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