Terre, tessuti, ritagli di tempo

Matite, carte, impasti di colore, ritagli, carboni, terre, tessuti, bacche, materie che reclamano attenzione.
Ci sono stati tempi in cui la magia del fare era impellente, mesi o giorni speciali in cui la mani suggerivano alla mente di impastarsi con i colori, di confondersi con un fare che era lo speciale contatto con la parte più intima del nostro tempo e della materia della fantasia; i sogni delle crete modellate a mano, dei libricini rilegati, del cucito di vestiti, borsette e cappellini, delle ricette impossibili con terra e ghiaia e briciole di foglie per il primo piatto di un menù bambinesco, coi pentolini ricavati da oggetti abbandonati.
Pile senza manici,  brocche, su tavoletti microdimensionati.
E indiani e cow boy, tra i rami dell'oliveto dietro casa, con le collane di pasta cruda colorata in padella.
Dei campi come fossero stati il nostro orto: la semina nel solchetto, col germoglio di soddisfazione per quel contatto con la creazione e piccoli contadini, almeno durante l'estate per i cittadini; le bici addosso al muretto, pile di fumetti nelle stanze e bauli nelle soffitte, misteri nelle cantine, tra i ferri del nonno, gli odori del mondo.
E diari.
La trama di un ozio manuale ricamando l'immaginario del divenire, di arabeschi e intagli sui tessuti e sulla carta.
Il gioco del Corredo, del ricamo, dell'intaglio e l'Erbario, le classificazioni delle Ali delle farfalle, i piccoli funerali a quelle trasparenti dei crisòpidi e delle libellule; l'inseguimento delle tracce dei bacarozzetti sulla sabbia.
Le frescure del riposo a immaginare il e gioco dell'amore.
Passatempi da bambini, dell'occupare il tempo anzichè oziare.
Della lettura, del disegno, dello scrivere, o giocare all'impiegato coi telefoni barattoli, da ufficio a ufficio, dietro una porta.
Provate a ricordare i vostri giochi e le vostre attitudini.
Se una passeggiata in un bosco vi ha portato per mari con barche costruite coi legni raccolti; se le pietre incontrate e disposte in un ghirigoro tra il muschio  non siano divenute il segno di un messaggio ai cittadini del cosmo.
  Pensate come certe attitudini siano diventate impellenze di una professione o se per lo più siano state  relegate ad un tempo dimenticato;  i giochi sostituiti dai  meccanici prefabbricati, lego plastificati, e poi da adulti da un internet inconsistente e immateriale.
dimmi come "giocavi" e ti dirò chi sei..
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