Terremoto, Marzocchi (Ingv):«lo sciame sismico può durare 10 anni»

Per il professor Warner Marzocchi (Ingv) «la perturbazione indotta dal sisma del 6 aprile può durare fino a 10 anni, per cui le probabilità di occorrenza di altri terremoti importanti nell'area abruzzese (e regioni limitrofe) è aumentata».
Non c'è la certezza, ma una probabilità di circa il 35 % che un terremoto analogo colpisca quest'area nei prossimi 10 anni.....
 E' sempre il Gran Sasso al centro del mirino nel terremoto d’Abruzzo.
Dopo il diffondersi di voci incontrollate è stato lo stesso Istituto di geofisica e Vulcanologia, attraverso il suo direttore, a precisare che nei Monti reatini è in corso uno sciame sismico che viene attentamente valutato.
Certo è che nelle ultime settimane la provincia di Rieti è stata interessata da un centinaio di scosse di terremoto che hanno “toccato” i 4.1 gradi della scala Richter.
Le più forti sono state avvertite anche a Terni e nelle zone della provincia più vicine al capoluogo sabino.
Tre eventi di magnitudo superiore a 5, sono avvenuti il 6 aprile (5.8), il 7 aprile (5.3) e il 9 aprile (5.1).
L’Ingv ha osservato che i terremoti di magnitudo Richter compresa tra 3.5 e 5, sono stati in totale 35.
Dall’esame dei segnali riconosciuti automaticamente alla stazione INGV-MedNet di L’Aquila, ubicata nei sotterranei del castello cinquecentesco, sono state conteggiate oltre 20mila scosse.
Nell'Aquilano significative sono state le due scosse del giorno 14 maggio 2009.
La più forte di magnitudo 3.8.
Quante sono le probabilità di una nuova forte scossa? «Occorreranno mesi, forse pochi anni, per tornare alla normalità.
Per ora posso dire che la sequenza è "normale", cioè che il terremoto della notte del 22 giugno è avvenuto dove ci si aspettava.
Terremoti di tale portata sono ampiamente possibili.
Lunedì mattina, per esempio, abbiamo mandato una mappa di probabilità alla Protezione Civile: per tutta l'area era stimata una probabilità del 26% di avere un terremoto di magnitudo 4 o superiore».
Quindi nessuna nuova faglia? «No, ripeto: i terremoti grandi tendono a “clusterizzare” nel tempo e nello spazio.
Ciò significa che l’Abruzzo (e regioni limitrofe) sono quelle più pericolose ora.
Non si possono dare certezze se non che il pericolo è aumentato.
Tornerà ai livelli “pre-6 aprile 2009” dopo una decina di anni circa.
Se comunque avverrà una nuova forte scossa è molto poco probabile che sarà sotto L'Aquila.
Il Gran Sasso è una delle zone dove ci si aspettano aftershock più forti.
Quindi, in questa prospettiva nulla di anomalo.
Ciò non vuol [...]

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