Terremoto nel centro Italia, almeno 21 morti. Scossa 6.0. Il sindaco di Amatrice: metà paese non c'è più

Una scossa di terremoto di magnitudo 6,0 ha devastato nella notte, alle 3,36, il Centro Italia.
L’epicentro ad Accumoli nel Reatino, dove, insieme ad Amatrice e Posta e ad Arquata del Tronto e a Pescara del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, si registrano i danni più gravi: «Paesi che non esistono più» dicono i sindaci.
Sono almeno ventidue le vittime accertate . Centinaia di dispersi, molte persone sono sotto le macerie si cerca di individuarle anche con l’ausilio delle unità cinofile. Tante le strade bloccate, difficile il lavoro dei soccorritori.
Ci sarebbero anche dei bambini intrappolati a Cornello, al confine tra Lazio e Abruzzo. Due fratellini sono stati estratti vivi a Pescara del Tronto. I comuni colpiti stanno predisponendo i centri di accoglienza per gli sfollati.
«La situazione è critica», afferma la Protezione civile regionale.
La violenta scossa, avvertita in tutto l’Abruzzo, ha rigettato nel panico gli abitanti dell’Aquila: il ricordo del sisma di sette anni fa, e delle 309 vittime, è ancora molto vivo nella popolazione. Crollata parte della parete est del Corno Piccolo del Gran Sasso.
A Norcia il torrino della facciata della chiesa di San Benedetto è ruotato sul suo asse come successe nel terremoto del 1979. «Tenete Salaria libera, serve per soccorsi» è l’appello lanciato dal presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. 

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