Terrorismo globale e criminalità locale

Alcuni gravi fatti di cronaca, come ben sapete, hanno pervaso il panorama mediatico in questi due giorni: l'uccisione dell'ostaggio italiano (e la conseguente liberazione di un altro, oltre ad un cinese ed un australiano) per quanto concerne lo scenario internazionale, e quella di un rapinatore sparato da un tabaccaio e (che coincidenza macabra...) la morte stamane di un gestore di tabacchi ucciso da un ladro nel quartiere Casilino a Roma.
Purtroppo episodi di sangue e violenza non finiscono mai di porsi alla nostra attenzione, costringendoci ad interrogarci continuamente sul nostro presente incerto e pieno di punti oscuri...
Detto questo, mi unisco pienamente al dolore enorme dei familiari delle vittime del soldato italiano, sollevando un dubbio: quanto è alto il grado di responsabilità dimostrato dal nostro governo e della sinistra radicale italiana in merito alla questione ritiro/non ritiro delle truppe dall'Iraq? Mi spiego meglio: continuare l'occupazione (liberazione...) del territorio, fornendo ulteriori alibi al terrorismo nel fomentare la rivolta della popolazione contro il fantomatico straniero, oppure ordinare il rientro che in questo caso significa arrendersi al volere dei terroristi, lasciare il paese nel caos più totale con il rischio di un ritorno al potere dell'estremismo islamico cieco e fanatico? La soluzione come si vede è naturalmente ardua e non a caso è continuo oggetto di larghi dibattiti intellettuali in tutto il mondo, senza riuscire tuttavia a trovare un punto d'intesa ed una probabile via di uscita concreta.
"Restare" è comunque la strada da percorrere considerata più opportuna, ed in gran parte credo di condividerla.
Non capisco però come la nostra sinistra più radicale, intendo Verdi, Comunisti Italiani, Lista Di Pietro-Occhetto e Rifondazione Comunista, pensano di risolvere il problema abbandonando l'Iraq in balia di se stesso e nelle mani di Al Qaeida e compagnia bella...
A mio avviso sarebbe un atto di tragica irresponsabilità, un vero suicidio politico.
Anche l'atteggiamento di Zapatero, che però in questo caso parla di eventuale coinvolgimento dell'Onu, mi pare estremamente fazioso e teso solamente ad aggraziarsi l'ellettorato che lo ha portato al potere (magari in cuor suo, è brutto dirlo ma il cinismo dell'essere umano mi porta a pensarlo, ha benedetto l'attentato di Madrid e l'impasse del governo di Aznar, che insieme lo hanno reso inaspettatamente presidente...).
Comunque la confusione in merito rimane e forse solo il tempo potrà decidere cosa era, sia, sarà meglio fare..
[...]

Leggi tutto l'articolo