Tessera del tifoso, mezzo di repressione skyfoso

Se qualcuno non se ne fosse accorto, se avesse passato il proprio tempo allo stadio fischiando o persino applaudendo coloro che al momento indossano le nostre gloriose maglie granata, sarebbe forse meglio iniziasse a osservare per vedere davvero quel che gli capita intorno, pensasse a riacquistare la propria centralità di tifoso.
È venuto il momento, infatti, di schierarsi apertamente, di decidere se seguire la strada che porta irrimediabilmente al calcio da poltrona, o tentare di resistere secondo quello che da anni ci tramandiamo come patrimonio di Curva.
Dall’inizio dell’anno, la Maratona è stata investita da un numero impressionante di diffide per le ragioni (ragioni?) più svariate: ce n’è per chi ha cercato di afferrare la maglietta di un giocatore a fine partita, per chi ha acceso una torcia lontanissimo dallo stadio, per chi si è attardato a fare quattro chiacchere tra i tornelli e gli ingressi, per chi è stato “visto” in una zona dove non avrebbe dovuto essere (tanto, 50 metri più in qua o più in là significano solo due anni di firma ogni domenica).
Senz’approfondire i motivi di un recente passato e di un presente di repressione crescente, bisogna senz’altro guardare avanti.
Attualmente, il ministero degli interni sta giocando la carta della tessera del tifoso per mettere gli uni contro gli altri coloro che, secondo logiche semplicistiche, sarebbero ultras e normali spettatori, onde trasformare definitivamente il calcio in qualcos’altro: silenzio sugli spalti, nessun colore, biglietti esosi (il calo delle vendite verrà riequilibrato da aumentati ricavi televisivi), pop-corn e majorettes.
La tessera del tifoso è già stata sperimentata quest’anno a Milano.
Ha sostituito la tessera d’abbonamento e soltanto con essa è possibile acquistare singoli biglietti.
L’irruzione milanista durante una trasmissione (pseudo)sportiva al termine di gi**e-milan di qualche mese fa, del resto, era proprio dettata dallo stupore di non aver potuto accedere allo stadio malgrado tutti i componenti del gruppo fossero regolarmente in possesso di tessera del tifoso.
Nel primo suo anno di vita, la tessera del tifoso è stata fatta passare come puro strumento statistico, sebbene in realtà fosse evidente che varie ombre si agitavano alle sue spalle.
Il 24 gennaio 2009, la repressione ha gettato la maschera: dal campionato prossimo, a Milano chiunque abbia scontato una diffida in passato non potrà più ottenere la tessera del tifoso e, di conseguenza, non potrà più andare allo stadio, né in casa, né in [...]

Leggi tutto l'articolo