The Good, the Bad, the Weird: “THE RAID” (2015)

Domani, in quel di Udine, comincia il notevolissimo FEFF, ovvero il Festival di cinema asiatico più importante d'Europa.
Tra le varie chicche di quest'anno (e qui piccola digressione poichè  mi preme segnalare la proiezione di sei film restaurati del maestro Yasujiro Ozu) si segnala la presenza del film indonesiano "'The Raid 2: Berandal'", esplosivo sequel del super action "The Raid: Redemption".
Quest'ultimo uscì nel 2011 suscitando grande clamore presso critica e pubblico.
Il regista era il gallese, ma trapiantato in Indonesia, Gareth Evans e il prodotto era qualcosa di scoppiettante; divenne subito un cult.
Film per maschietti con moltissima azione e scene di arti marziali coreografate come mai s'era visto.
La storia vedeva un gruppo di selezionati poliziotti assaltare un malfamato palazzone nei sobborghi di Jakarta per mettere fine ai loschi traffici di un malavitoso locale.
La conquista di ogni piano si rivelerà assai ardua (c'è un combattimento tra Mad Dog,  tirapiedi del boss, e i due fratelli protagonisti che è leggendario).
Il pubblico americano non si è ancora ripreso dalla visione del secondo capitolo (negli USA è passato nelle sale a fine marzo) che la Screen Gems, lesta a procurarsi i diritti, ha annunciato l'avvio di un remake del primo episodio.
La notizia potrebbe avere contorni funesti, anche perché una domanda sorge spontanea: che bisogno c'era di un remake? In più si aggiunga che a un accorto osservatore non possono essere sfuggiti i danni perpetrati negli ultimi anni da Hollywood nei confronti degli originali orientali oggetto di remake/reboot molto spesso indegni (qualcuno ha detto "The Ring" (2002) - "The uninvited" (2009) - "Riflessi di paura"  (2008)  ?).
Però qualcosa di buono c'è: Gareth Evans è nella produzione esecutiva, quindi la sua impronta dovrebbe essere visibile, ed è stato ingaggiato l'intero comparto che si è occupato delle coreografie marziali di "The Raid: Redemption".
La sceneggiatura dovrebbe essere portata a termine dal giovane Brad Ingelsby mentre per la regia è stato assoldato lo sconosciuto, o quasi, Patrick Hughes (responsabile di quella brutta "cosa" che era "Red Hill", 2010; ha appena finito di girare "I mercenari 3", 2014).
Come sempre in una fase tanto incipiente del progetto, esprimere un pronostico è molto difficile, tantissimo dipenderà dal piglio che si vorrà imprimere alla vicenda e dall'attenzione con cui verranno gestiti i consigli che verranno dati da Evans.
   Previsione: NOT SO BAD  

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