Thompson Bad Boy

 
Bad Boy 1953 - Einaudi, pag.246
A tredici anni, impara a fumare sigari e a sedurre fanciulle sotto la guida del nonno bestemmiatore. Qualche tempo dopo, fa il fattorino d'albergo,e arrotonda lo stipendio spacciando alcolici. Poi congela per il freddo e trema di paura come guardiano di un oleodotto. Fa imbestialire gli insegnanti, frega gli uomini della mafia, e per poco non si fa ammazzare da un vice sceriffo. Infine, a un dato punto della sue vita, diventa uno dei più grandi autori di genere che l'America abbia mai conosciuto... Andando a rimestare fra i suoi ricordi, Jim Thompson scrive un'autobiografia che è una rilettura cinica dell'epopea americana, nonché una sorta di Huckleberry Finn del romanzo noir. Un testo appassionante come un romanzo, reso con un’ironia tagliente, senza sentimentalismi, senza pietà, con quella giusta dose di cinismo che raggela e diverte il lettore, come nelle sue opere più conosciute.
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l’inizio…
1.
I miei primi ricordi sono i pizzicotti che ho ricevu...

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