Ti voglio far provare il bel piacere

  Ti voglio far provare il bel piacere.
Pur mal mio grado? Lasciami tranquilla! Da troppe sere e troppe primavere...
Dei superni desiri ecco la squilla.
La luna scorre su acque nere e brilla...
Oh, tu vai alto per volermi avere!Ed io ti prenderò come un'anguilla.Dentro da me per vie d'acqua o vie aeree...
E perché più e più in te s'interni...
Entrerai mai e mai, primavere o inverni.
Dall'alto scenderò con giri alterni...
Pensatore di donne, mio amatore...Fin ch'io ti prenda, fin che l'incaverni...Ad averti c'è poco per il cuore.(Patrizia Valduga, poetessa di Castelfranco Veneto (cl.
1953) ha esordito nel 1982 con la raccolta Medicamenta da cui son tratti questi versi, raccolta in cui ripristina in forma rigorosa tutti i generi metrici tradizionali, dal sonetto all'ottava, dalle terzine dantesche alle stanze di ballata,rappresentando così secondo alcuni critici un vero e proprio "caso"nella poesia più recente.
Tutto questo naturalmente può o non può interessare i cultori della...

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