Tigre italiana

Ha cantato le più belle canzoni d'amore italiane.
Ha infiammato il cuore e stuzzicato la fantasia di generazioni di ammiratori.
Ha fatto notizia.
Ha dato scandalo.
E' entrata nel mito ed è riuscita a gestirlo alla grande.
Mina.
Unica.
Irripetibile.
Intoccabile? Non proprio.
A vederla cantare dal vivo (MINA ALLA BUSSOLA LIVE '72, in esclusiva su JIMMY) qualcosa non quadra.
Attacca FLY ME TO THE MOON e più che Sinatra sembra evocare Carosone: "in other weeeerds", tu vuo' fa' l'americana.
Poi, nel corso dell'esibizione, conferma vizi e vezzi lasciati ampiamente intuire su disco.
Nei passaggi più impegnativi, quando deve dare la scalata al pentagramma, fa letteralmente la voce grossa.
Dall'espressione passa all'impressione (nel senso che cerca di impressionare).
Digrigna i denti e tende inevitabilmente all'urlo.
Chissà, forse chi la definì "tigre" non voleva necessariamente farle un complimento...

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