Tirrenia-Siremar, slitta ancora la privatizzazione

Contrariamente a quanto dichiarato dal ministro Altero Matteoli alla Camera nel gennaio scorso, la vendita ai privati di Tirrenia non è stata chiusa entro la fine di aprile, e non lo sarà almeno sino al prossimo 12 maggio.
Il commissario straordinario Giancarlo D’Andrea, stante la mancanza di un’offerta congrua rispetto alla base d’asta, è stato infatti costretto a riaprire, anche se solo per due settimane, la partita, richiamando al tavolo tutti i concorrenti che avevano partecipato alla prima fase della gara, senza presentare poi un’offerta vincolante.
Si trattava di tredici concorrenti: oltre ai tre soggetti poi riunitisi in Cin, avevano presentato domanda, tra gli altri, Corsica Sardinia Ferries attraverso Forship, Strade Blu, Mediterranea Holding con Lauro e Tomasos.
Samuele Cafasso, sul sito Shippingonline.it, scrive: “Improbabile che chi ha già rinunciato una volta si faccia avanti una seconda, eppure nei prossimi giorni l’armatore Lauro valuterà cosa fare rispetto alla cordata Mediterranea, compresa la possibilità di un rilancio.
Non si possono escludere, quindi, colpi di scena.
Anche perché questa volta la competizione avviene su basi più vantaggiose per gli offerenti.
La base d’asta concordata per l’ultima gara – dopo il fallimento di quella precedente – prevedeva infatti un esborso minimo di 380 milioni e, secondo gli armatori interessati, scarse garanzie sul riconoscimento dei contributi pubblici per gli anni a venire.
Risultato: si erano ritirati tutti tranne Cin, Compagnia italiana di navigazione, joint tra Moby, Snav, Gnv e Grimaldi Napoli.
La cordata, dopo essersi confrontata anche con il commissario, mette sul piatto sì 380 milioni, ma scaglionati nel tempo: subito 255, gli altri arriverebbero in un secondo tempo, o non arriverebbero affatto se il governo non fosse in grado di garantire le sovvenzioni per le linee di pubblica utilità”.
“Resta ora l’incognita Europa – continua Cafasso – Il ministro Matteoli, infatti, aveva sostenuto alla Camera la tesi per cui quella del 30 aprile era una deadline imposta dall’Ue, con cui da tempo va avanti il confronto per la liberalizzazione dei collegamenti marittimi italiani.
Fonti vicine a Tirrenia ieri spiegavano che in realtà quella del 30 aprile era una semplice indicazione, e che comunque la partita si chiuderà a maggio.
Dall’ufficio stampa del ministro Matteoli, invece, l’unico commento parla di “fiducia per una veloce chiusura della procedura”, rimandando la palla al commissario Giancarlo D’Andrea.
Il ministro [...]

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