Torna a salire il prezzo della benzina

Ancora una volta ha dato il via l'Agip con un rialzo di tre centesimi al litro della verdeMa l'Unione petrolifera conferma la correttezza del comportamento delle aziende Dopo dieci giorni di relativa calma, i prezzi della benzina tornano a correre, proprio nei giorni in cui l'esodo delle vacanze costringe gli italiani a un maggior consumo di carburante.
È ancora una volta l'Agip a dettare la linea, con un rialzo di tre centesimi, che porta la verde a un costo di 1,34 euro.
È salito anche il diesel, +2,5 centesimi a 1,162 euro, mentre rincari, anche se più contenuti, si registrano anche presso i marchi Api/Ip, Erg, Q8 (solo per la verde), Shell, Tamoil e Total.
Anche l'ultima fiammata registrata era iniziata con un ritocco dell'Agip, che il 24 luglio scorso aveva rialzato, sempre di tre centesimi al litro, il costo della benzina, salita allora a 1,31 euro.
E, ieri come allora, sono subito insorti i consumatori, mentre l'Unione Petrolifera replica con decisione che le variazioni dei listini in Italia non fanno altro che riflettere quelle che si stanno verificando su tutti i mercati internazionali.
Per Adusbef e Federconsumatori, l'aumento dei prezzi deciso dall'Agip rappresenta «la dimostrazione lampante dell'inaccettabile meccanismo speculativo di doppia velocità di adeguamento dei carburanti, pronti a scattare al rialzo non appena le quotazioni del petrolio accennano ad aumentare, ma lentissimi ad adeguarsi quando queste ultime sono in ribasso».
Secondo il Codacons, l'aumento di ieri «è incredibile, perchè l'Agip dovrebbe mostrare un comportamento più responsabile, sapendo che poi le altre compagnie si adeguano ai suoi aumenti».
E l'associazione dei consumatori chiede quindi al Governo di convocare «i vertici dell'Eni per avere chiarimenti, considerato che gli aumenti di oggi (di ieri per chi legge) sono del tutto ingiustificati».
L'Unione Petrolifera ha risposto immediatamente colpo su colpo: nella definizione del prezzo dei carburanti «si conferma l'assoluta correttezza di comportamento delle aziende, il cui riferimento restano i mercati internazionali», spiegano i petrolieri in una nota, sottolineando quindi che «queste e non altre sono le motivazioni alla base dei recenti aumenti dei prezzi dei carburanti, sistematicamente ignorate dalle associazioni dei consumatori».
A ben vedere, secondo l'Unione petrolifera, l'andamento dei prezzi in Italia è stato «più cauto» di quello sui mercati internazionali, con rialzi inferiori a quelli visti in Europa.
Quello che è certo e quello che conta per gli [...]

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