Totti, Vieri, Inzaghi: torna il tridente

REGGIO CALABRIA - Finito il tempo dei tormenti, dei rimpianti e del Galles elevato a gigante dal temporaneo rimpicciolimento della nazionale, stasera gli azzurri possono riacquistare le loro dimensioni naturali, di certo superiori a quelle dipinte dalla mendace classifica Fifa, che li piazza al quattordicesimo posto.
Per andare all'Europeo della prossima estate in Portogallo, basta battere l'Azerbaigian, che nella graduatoria mondiale occupa la posizione 119.
Pur di tenere vigile la compagnia, Trapattoni non si fa scrupolo di attingere al lessico di Sacchi: "Abbiamo tutto da perdere e niente da guadagnare: un mio collega diceva che ci vuole furore agonistico.
Io dico che bisogna essere cinici e lo saremo".
In realtà il resistibilissimo avversario, già piegato all'andata a Baku da un'autorete e da un guizzo di Del Piero, è avvezzo, in trasferta, a garantire notevoli gioie (subisce in media 3 gol e mezzo a botta) anche ad attaccanti meno rinomati dei nobili componenti del tridente di Trap, orfano dell'infortunato Del Piero.
Lo sconsolato Abdullayev, ct privo del capitano Ahmedov e delle due glorie nazionali, le punte Gurban Gurbanov (infortunato) e Izmayilov (all'ospedale per il grave incidente stradale di mercoledì a Baku) sa bene che cosa lo attende.
L'occasione di aggiornare le statistiche appare assai propizia per Totti (6 reti), per Vieri (18) e soprattutto per Inzaghi (19), notoriamente il più ingordo del gruppo, al punto da avere dichiarato il suo obiettivo di tappa: uguagliare o superare il leggendario Pablito Rossi (20), con ciò guadagnandosi l'ingresso nell'empireo azzurro.
La folla, che non dubita del trionfo, si è attrezzata alla cerimonia e Trapattoni già accarezza i ventiduemila che gremiranno il Granillo, nel mite ottobre calabrese: "Al Sud fa sempre più caldo, in tutti i sensi".
Per quanto il ct si ostini a dire che non va presa come una festa annunciata per la qualificazione all'Europeo, la partita di stasera ha dunque tutte le caratteristiche del banchetto, col portiere azero, il malcapitato Kramarenko, a fare da contabile della scorpacciata di gol.
Il commensale Totti, come è noto, si presenterà munito della sua stoviglia prediletta: il famigerato "cucchiaio", il geniale pallonetto che fa infuriare i portieri.
Per motivare l'artista - e prevenire il rischio di giocate troppo accademiche - alla vigilia Trap gli ha inventato un traguardo supplementare: il Pallone d'Oro, che secondo il ct il capitano della Roma potrebbe conquistare - ancorché sprovvisto attualmente della vetrina della Champions e [...]

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