Tra la vita e la morte

Il nuovo anno comincia male.
L'anno scorso è cominciato più o meno allo stesso modo.
A parte la sfiga a carte, nettamente in contrapposizione alla mia fortuna assurda dell'anno precedente, ma che non è una cosa di rilevante importanza, la macchina mi ha dato problemi, lasciandomi un paio di volte a piedi...
Un rapporto un po' contorto mi dà continuamente pensieri, in modo forse anormale per come sono fatta io...
Ma la cosa più seria credo sia un evento dettato dal caso che sta portando mia nonna alla morte.
Non un episodio normale, voluto dalla sua veneranda età, ma un caso, un fatto che potrebbe accadere a chiunque, adolescente, bambino, ragazzo, adulto.
A chiunque, in qualunque giorno e momento della giornata.
Affogare, perdere il respiro per un boccone mal ingerito, perdere i sensi e la conoscenza per colpa di un'ambulanza che non arriva in tempo.
10 lunghi minuti con il cuore fermo e la testa fredda, 10 minuti di morte, dalla quale si ritorna, ma soltanto in maniera devastata.
Lei adesso è in coma, ma io la immagino già morta.
Il dottore dichiara che se fosse arrivato lui come pronto soccorso, l'avrebbe dichiarata morta senza troppi preamboli.
Tutto questo è molto, molto triste, mi lascia perplessa e pensierosa.
Mia nonna, la mia madrina, la madre di mia madre, che negli ultimi anni è stata cosi lontana, che negli ultimi anni avrò visto si e no 5 volte, che non è mai stata veramente partecipe delle liti e degli screzi familiari, che non ha cercato di difendere sua figlia.
Io rimango stranita da questi eventi dolorosi, perché può capitare a chiunque, mi fa pensare ancora una volta che la vita è precaria.
E tutto questo è triste.

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