Traffico di rifiuti a Pavia, sette arresti sigilli all'impianto Riso Scotti Energia

Ai domiciliari c'è anche il presidente del consiglio di amministrazione dell'azienda, Giorgio Radice.
Nella struttura, secondo gli inquirenti, venivano bruciate anche materiali pericolosi per l'ambiente Sigilli all'impianto Riso Scotti Energia (Milani) PAVIA - L’impianto di coincenerimento Riso Scotti Energia S.P.A., una delle società della galassia del gruppo Riso Scotti, nel Comune di Pavia, è stato posto sotto sequestro: utilizzava nella produzione di energia elettrica e termica, oltre agli scarti biologici della lavorazione del riso (lolla), anche rifiuti misti di varia natura - legno, plastiche, imballaggi, fanghi di depurazione di acque reflue urbane ed industriali ed altri materiali misti - che per le loro caratteristiche chimico fisiche superavano i limiti massimi di concentrazione dei metalli pesanti - cadmio, cromo, mercurio, nichel, piombo ed altri - previsti dalle autorizzazioni.
Il presunto traffico illecito di rifiuti, scoperto dal Corpo Forestale, ha generato un giro d’affari di circa 30 milioni di euro nel solo periodo 2007-2009 e ha portato al sequestro dell’impianto di coincenerimento della Riso Scotti Energia a Pavia, situato in via Angelo Scotti e di più di 40 mezzi, all’arresto di 7 persone ed alla esecuzione di 60 perquisizioni.
Ai domiciliari anche Giorgio Radice, presidente del consiglio di amministrazione della Riso Scotti Energia.
Questo il risultato della maxi operazione «Dirty Energy», frutto di un anno e mezzo di accurate indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Pavia – diretta dal procuratore capo Gustavo Adolfo Cioppa – e condotte dai sostituti Roberto Valli, Luisa Rossi e Paolo Mazza.
40 MILA TONNELLATE DI RIFIUTI - Dalle indagini svolte è stato possibile accertare il coinvolgimento di diversi impianti di trattamento dei rifiuti provenienti dal circuito della raccolta urbana, dall’industria e da altre attività commerciali dislocati in Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana e Puglia, impegnando oltre 250 Forestali su tutto il territorio.
L’ingresso delle circa 40.000 tonnellate di rifiuti gestiti illecitamente dalla Riso Scotti Energia S.p.A.
veniva reso possibile ed apparentemente regolare attraverso la falsificazione dei certificati d’analisi, con l’intervento di laboratori compiacenti e con la miscelazione con rifiuti prodotti nell’impianto, così da celare e alterare le reali caratteristiche dei combustibili destinati ad alimentare la centrale.
Oltre al traffico illecito di rifiuti e alla redazione di [...]

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