Trattato Ue-Canada: dopo l�abbraccio con Trump, Trudeau cerca alleati (e voti) in Europa

di Stop TTIP | 14 febbraio 2017  il Fatto Quotidianodi Monica Di Sisto*Caldo dell’abbraccio con il presidente Usa Donald Trump, Justin Trudeau va a Strasburgo dove spera di convincere di persona quanti più europarlamentari possibili che l’accordo di liberalizzazione commerciale tra Europa e Canada, il Ceta, che sarà domani al voto, sia cosa buona e giusta.
Il Giovane Trudeau, tuttavia, ieri ha strappato per il suo Paese migliori condizioni del Messico in quel processo di revisione della ventennale area di libero scambio Nafta annunciata da Trump, che potrebbe confinare lavoratori e merci messicane non solo al di là del muro fisico, ma anche commerciale che gli stessi Usa e il Canada hanno issato con condizioni vantaggiose per i propri investitori, ma letali per lavoratori e ambiente.Sul trattamento riservato al Messico Trudeau si guarda bene dall’esporsi; anche sulla questione Muslim ban e rifugiati, rispetto ai quali mesi fa si era fatto paladino di mamme e bambine in fuga, è stato sfumatissimo, ininfluente.
Sembra una seconda puntata di quella attitudine della diplomazia commerciale canadese “falsa e cortese”, diremmo in Italia, che ha portato la sua ministra al Commercio, Chrystia Freeland a lasciare immediatamente Bruxelles ad arte quando la Vallonia ha chiesto alla burocrazia europea di fermare il dannosissimo Ceta: “Abbiamo deciso che era davvero importante non andarcene via da arrabbiato, perché volevamo che i Valloni fossero colpevolizzati”, ha detto testualmente la ministra al quotidiano Globe.
“Sapete, noi siamo canadesi, per la gente siamo gentili, grandi, quindi il tono che abbiamo scelto era più di dispiacere che di rabbia.
Questa modalità ha creato una crisi e ha trasformato questo in un loro problema.
Nelle 24 ore successive, sapete quanti politici europei mi hanno chiamato per chiedermi di non andarmene?”.Questo è il livello di affidabilità dei nostri partner commerciali che dovrebbero farci da argine a Trump.
Un programma, quello di Trudeau, decisamente più vicino a Trump che a Obama considerato che appena il Tycoon è stato eletto si è congratulato pubblicamente per la scelta in virtù dei “comuni valori” dei loro governi, e lo ha di nuovo ringraziato per aver dato il via libera all’oleodotto Keystone XXL bloccato da Obama perché avrebbe accelerato la lavorazione di sabbie bituminone che lui considerava nemiche della sua “rivoluzione verde”.A chi, ideologicamente, ancora sostiene che il Ceta sia uno strumento anti-Trump, questi argomenti dovrebbero [...]

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