"Tre piani" è il film della svolta per Nanni Moretti

Il quindicesimo lungometraggio diretto da Nanni Moretti sancirà una svolta “storica” per il regista.
Per la prima volta nel corso della sua carriera, infatti, Nanni Moretti non lavorerà a un soggetto originale, bensì a una sceneggiatura (co-firmata con Federica Pontremoli e Valia Santella) ispirata al romanzo intitolato “Tre piani” scritto dall’autore israeliano Nevo Eshkol.
Il nuovo film di Nanni Moretti, che si chiamerà proprio “Tre piani” (come il libro da cui prende le mosse), sposterà però l’azione dall’Israele all’Italia.
Le riprese prendono il via nella giornata di oggi, lunedì 4 marzo 2019, a Roma.
Nel cast di “Tre piani” di Nanni Moretti, prodotto da Sacher Film e Fandango con Rai Cinema e Le Pacte, spicca la presenza (oltre allo stesso Nanni Moretti) di Riccardo Scamarcio, Margherita Buy, Alba Rohrwacher, Adriano Giannini, Elena Lietti, Denise Tantucci, Alessandro Sperduti, Anna Bonaiuto, Paolo Graziosi, Tommaso Ragno e Stefano Dionisi.
Nanni Moretti è reduce dalla vittoria del Nastro d’Argento per il suo ultimo lavoro, il documentario “Santiago, Italia“.
Il suo nuovo film, distribuito in Italia da 01 Distribution (mentre in Francia sarà distribuito da Le Pacte e nel resto del mondo da The Match Factory), uscirà nel 2020.
Il romanzo di Nevo Eshkol racconta in tre capitoli altrettante storie che si sviluppano all’interno di un condominio di tre piani.
Al primo vive una giovane coppia con due bambine, che talvolta affida la maggiore agli anziani vicini di casa.
Un giorno, però, l’uomo, affetto da Alzheimer, scompare con la piccola per alcune ore finché i due vengono ritrovati in un frutteto.
La storia è raccontata dal punto di vista del padre della bambina, che sospetta che la figlia sia stata abusata.
Al secondo piano vive una donna che si sente trascurata dal marito sempre in viaggio e che non si sente appagata dalla sua vita da casalinga.
All’improvviso, però, si presenta alla porta il cognato, con cui il marito ha rotto da anni, che le chiede ospitalità in quanto ricercato da polizia e creditori.
All’ultimo dei “Tre piani” di Nevo Eshkol, infine, vive una giudice in pensione, rimasta vedova, che riallaccia i rapporti con il suo unico figlio che aveva litigato violentemente col defunto marito della donna.

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