Tribunale, i vigilantes costano 85mila euro. E paga il Comune

Cronaca 28 maggio 2014 Tribunale, i vigilantes costano 85mila euro.
E paga il Comune Oltre al servizio di guardia, Palazzo D'Accursio copre anche le spese dei cellulari di magistrati e presidenti dei Tribunali bolognesi Bologna, 28 maggio 2014 - Circa 10.000 euro all'anno per i cellulari di magistrati e presidenti dei Tribunali bolognesi, e ben di più, 85.000, per le guardie giurate di Palazzo Pizzardi.
Il Comune di Bologna, oltre all'affitto degli uffici giudiziari, deve sobbarcarsi pure le bollette dei telefoni fissi e i cellulari e il servizio di guardiania.
Lo fa anticipando soldi che poi recupera col contagocce.
Infatti, aspetta ancora i "contributi" dello Stato ("perche' non si tratta di rimborsi" sottolinea la vicesindaco, Silvia Giannini) per il 2012 e il 2013, circa 16 milioni, che ancora non sono arrivati.
E' quanto è emerso in commissione Bilancio in Comune, durante la discussione su una delibera di autorizzazione per la telefonia fissa e mobile di Palazzo D'Accursio, per un totale di 4,2 milioni di euro per il periodo che va dal giugno 2014 al febbraio 2017.
In questa quota ci sono anche le bollette degli uffici giudiziari, mentre la guardiania fa parte di un altro capitolo di spesa.
"Ogni tanto scopriamo qualche altra spesa di quegli uffici che tocca al Comune", commenta il presidente della commissione, Marco Piazza (M5s), mentre il consigliere Daniele Carella (Fi), chiede se esiste un modo per suddividere queste spese per tutto il territorio, visto che molti di quegli uffici servono la provincia, talvolta anche la regione.
Stupore, tra i consiglieri, anche per il fatto che siano le guardie giurate e non le Forze dell'ordine, a dover presidiare gli ingressi.
Su questo Giannini dice di aver chiesto chiarimenti all'inizio del mandato, dato che dal periodo del commissariamento, questa spesa è passata sulle spalle del Comune.
"La legge, però, è inequivocabile", perché quello è un presidio interno e le forze dell'ordine intevengono solo 'su strada', quindi "non possiamo fare nulla se non tentare di limare le spese, cosa che abbiamo fatto e faremo nel prossimo incontro sul tema col mondo della giustizia".
E comunque, "ormai c'è ben poco da comprimere", si rassegna la vicensindaco, che tante volte ha lamentato l'aggravio sul bilancio di Palazzo D'Accursio che deriva da questa funzione.
"Ho detto anche che avrei voluto fare gesti estremi, ma il rischio sarebbe di essere accusata di interruzione di pubblico servizio", conclude Giannini.
(Fonte Dire)

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