Trieste e la Bora

"Difficilmente chi non è nato a Trieste può capirla, parlo della Bora.
Non solo i triestini la comprendono, ma la amano e ne sono orgogliosi.
Un anomalo simbolo di indomita ribellione, di irruenza e di imprevedibilità.
Quasi un riscatto al carattere schivo e un po' scontroso di questa città a ridosso dei confini.
Una città che è limes essa stessa, tra terra e mare, tra nazioni, etnie e culture.
Senza eccessivi attriti, accoglie tutti con la stessa scontrosità.
Italiani, sloveni, russi, croati, austriaci, greci, albanesi, cinesi, arabi.
Non credo manchi nessuna chiesa: cattolica, anglicana, ebraica, luterana, greco-ortodossa, serbo-ortodossa, valdese.
Non manca neppure la moschea con il suo annesso cimitero, vicinissimo, se non confinante con quello ebraico.
Lì da sempre.
A mia memoria, mai l'etnia o la religione è stato motivo di intolleranze o di urlate rivendicazioni.
Tutti egualmente e ruvidamente respinti da questa città che sembra non voler accogliere alcuno e che finisce per os...

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