Trivellazioni/ E’ la democrazia tutta italiana, bellezza, il referendum si farà 17 aprile 2016

Trivellazioni/ E’ la democrazia tutta italiana, bellezza, il referendum si farà 17 aprile 2016   mercoledì 17 febbraio 2016 ore 11:27 Il presidente Mattarella ha firmato il decreto.
Nessuna 'Election day'.
Greenpeace: "Contrasteremo mezzi truffaldini del Governo"    Il referendum sulle trivelle si farà il 17 aprile.
A porre fine alle speranze di chi avrebbe preferito accorparlo alle elezioni amministrative, è la firma di Sergio Mattarella sul decreto relativo alle norme in materia ambientale.
Questo significa uno spreco di denaro pubblico che si aggira tra i 350 e i 400 milioni e l’impedimento agli italiani di informarsi e di esprimersi con consapevolezza il giorno del voto.
Per Greenpeace Renzi e i ministri hanno responsabilità gravissime, dallo spreco gratuito di risorse pubbliche alla sottrazione ingiustificabile di democrazia.
“La durata della campagna elettorale risulta compressa al limite della legge: è possibile, ad esempio, che non vi siano i tempi tecnici per garantire almeno i 45 giorni previsti dalla legge sulla par condicio” spiega l’associazione ambientalista.
Ma perché tutto questo? “Per scongiurare il quorum elettorale, svilire l'istituto referendario, avvantaggiare i petrolieri”.
Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace, dichiara: "Renzi, pur di fare cassa, aveva esordito vendendo auto blu su eBay.
Ancora prima il PD, sempre per risparmiare risorse, aveva giustamente fatto pressione su Berlusconi per accorpare i referendum con le amministrative nel 2011.
Oggi hanno cambiato verso.
Fanno esattamente quanto fece il loro storico avversario, nel tentativo evidente di ridurre la partecipazione al voto.
Il fatto è che la maggioranza degli italiani è contraria alle trivelle e Renzi lo sa bene".
Conclude l’associazione ambientalista: “Greenpeace farà di tutto per informare gli italiani sulla posta in gioco con questo referendum e per contrastare i mezzi truffaldini con cui il governo, di fatto, pratica una strisciante censura ai danni dei cittadini”

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