Trofeo Melinda al'insegna dei Giovani:Vince Betancour

Furia giovane al Melinda: primo Betancur, secondo Moser   Il  Trofeo Melinda mantiene sempre fede alle promesse: doveva essere l’anno dei giovani, così è stato.
Il colombiano Carlos Alberto Betancur Gomez con una progressione sicura conquista il traguardo di Fondo battendo Moreno Moser, che gli sportivi locali avrebbero voluto vedere sul gradino più alto del podio.
Ma questo risultato è la vittoria del ciclismo: i primi due classificati non arrivano complessivamente a 45 anni (quasi 23 Betancur, quasi 22 Moser) e questa è la più bella notizia che la classica trentina potesse regalare.
Terzo un outsider, il siciliano Giampaolo Caruso.Il Melinda si conferma corsa fatta per i campioni, Betancur è ancora acerbo, ma la sua crescita è impressionante.
Quanto al giovane Moser, dopo i successi di Laigueglia e Francoforte, il trionfo sulle strade di casa sarebbe stato il massimo, ma questo piazzamento vale una consacrazione.
Moser era uno dei favoriti ed ha dimostrato di non temere le responsabilità.
Anche questo è indice di classe pura.Finale bellissimo per una corsa mai monotona e illuminata da continui gesti di coraggio, come quello di Emanuele Sella, solitario all’arrembaggio per oltre 40 km.
Poi le fiammate dell’indomito Alessandro Bertolini prima che Paolo Bailetti accendesse la miccia a 5 km dalla conclusione.
Da quel momento è stato un fuoco incrociato, con un altro trentino – Leonardo Bertagnolli – e il siciliano Giampaolo Caruso apparsi per lunghi tratti ad un passo dal trionfo.
Fino a quando, da dietro, è arrivata la furia dei giovani che ha sbaragliato il campo.
 Moser ha avuto una Liquigas-Cannondale molto attiva nel tenere la corsa, con la collaborazione della Lampre-ISD.
Dopo un mese senza corse, Moreno non ha forse avuto la brillantezza per prevenire l’accelerazione del colombiano, andato a cogliere la prima mela.
“In effetti mi è mancato qualcosa, dopo il lavoron fatto in quota”, ha ammesso Moreno.
D’altronde Betancur era un osso duro e lo si sapeva: “Il Melinda ha un percorso che mi si addice – ha spiegato il colombiano – anche nel mio paese i percorsi sono sempre così vallonati.
Al Giro del Trentino avevo già colto due secondi posti, ora questa vittoria dopo quella di domenica scorsa in Belgio.
Sento la fiducia della squadra e vedo avvicinarsi la possibilità di correre alle olimpiadi, poi, in futuro, tenterò di fare qualcosa di buono nelle gare a tappe”.
Ordine d’arrivo di qualità, quello del Melinda, con il solito Rebellin quarto e il rientrante Pellizotti ottimo [...]

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