Tromboni, pc e scarpe: Malpensa, scalo di oggetti smarriti

L'aeroporto lombardo ha messo all'asta i bagagli dimenticati e mai reclamati.
Strumenti musicali, abiti, macchine fotografiche, uno scivolo per bambini e persino una stampella! Ecco gli effetti personali abbandonati dall'esercito degli sbadati Portafogli, borse, occhiali? Macché.
All’asta di oggetti smarriti nel 2008 e mai recuperati, organizzata mercoledì 9 giugno al Terminal 2 dello scalo di Malpensa, sono stati messi in vendita strumenti musicali, computer, complementi d’arredo per il bagno, Mountain Bike e persino batterie di pentole complete.
Ce n'è davvero per tutti i gusti.
Dal clarinetto alla lampada Ikea ancora incartata; dai cerchioni dell'auto al saldatore Valez.
E poi ancora due maniglie color oro, un 45 giri dei Rolling Stones e persino una struttura per letto singolo in legno nuovo.
Proprio così.
Ogni giorno un esercito di smemorati dimentica il proprio bagaglio in giro per l’aeroporto: al bar, davanti alla toilette o al tabellone degli orari, nelle aree d’attesa o vicino ai portacenere che popolano l’ingresso degli scali milanesi.
Le cifre parlano di almeno 4 mila oggetti l'anno dimenticati a Linate e Malpensa, e solo il 30% viene reclamato dal proprietario, dichiara Sea; anche se qualche lavoratore dello scalo di Forlanini è pronto a giurare che la percentuale non superi il 15%.
Niente a che vedere, dunque, con i trolley smarriti dalle compagnie aeree e che il malcapitato viaggiatore non vedrà mai sfilare sotto i suoi occhi sul nastro del ritiro bagagli.
Si tratta, infatti, degli effetti personali semplicemente dimenticati da distratti passeggeri.
Per evitare, dunque, che i magazzini degli aeroporti del capoluogo lombardo vengano sopraffatti da oggetti di ogni forma e modello, l’azienda Sea, a 12 mesi di distanza dal ritrovamento, batte all’asta il frutto dei vuoti di memoria dei passeggeri che hanno transitato per gli scali.
E’ così che il 9 giugno, l’ex area gruppi dell’aeroporto di Malpensa si è trasformata in un’immensa asta alla quale hanno partecipato un centinaio di persone; semplici cittadini, commercianti e dipendenti.
Qualcuno si è portato a casa per 860 euro due scatole con vari carica batterie e macchine fotografiche.
Oppure, per la stessa cifra, un lotto di scatole contenenti accendini, bigiotteria e addirittura un campionario con maniglie e un mandante di porta blindata.
Sono andati a ruba anche gli scatoloni contenenti abbigliamento vario e quelli di scarpe e borse.
Chissà, forse l’acquirente era alla ricerca di capi vintage da rivendere ai mercatini [...]

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