Trump e Clinton? Sintomi del declino della democrazia

  In foto: il teologo David Schindler  Il seguente articolo è tratto da "Il Foglio" (link originale: http://www.ilfoglio.it/esteri/2016/10/16/trump-clinton-sintomi-inevitabile-malattia-della-democrazia-liberale___1-v-149290-rubriche_c152.htm)     Alexis de Tocqueville aveva intravisto lo psicotico affannarsi del becero Donald Trump, aveva intuito il sordido viluppo di potere di Hillary Clinton, aveva presentito i dibattiti vacui, scorto gli intrighi intessuti nel silenzio di server privati, ma non era riuscito a dare a tutto questo un nome: “Penso che i tipi di oppressione dai quali le nazioni democratiche sono minacciate siano diversi da qualunque cosa sia esistita al mondo.
Sto cercando di trovare un’espressione che trasmetta con precisione l’intera idea che mi sono formato, ma non ci riesco”.
Il teologo David Schindler, che vede accadere nella cronaca quello che Tocqueville aveva prefigurato, lo chiama “il capolinea della democrazia liberale”.
Per il decano emerito dell’Istituto Giovanni Paolo II di Washington non si tratta del tramonto storico degli istituti democratici, ma di quella fase in cui la democrazia “esaurisce la sua logica intrinseca”, il meccanismo s’inceppa.
Che la democrazia si sia ammalata lo dicono tutti.
La questione – capitale – è se la patologia viene da fuori oppure si tratta di una malattia autoimmune, e sono i suoi stessi anticorpi a debilitare l’organismo.
Schindler sostiene questa seconda e più impopolare tesi.
Per spiegare il nesso fra queste pazze elezioni e il morbo congenito che affligge l’ordine liberale, il teologo americano parte da Platone: “Per il filosofo il tiranno è il figlio del democratico, cioè l’anima democratica si riversa in un’anima tirannica.
Se lo stato si occupa soltanto degli interessi individuali, e non del bene comune o bene naturale, non c’è criterio oggettivo con cui risolvere in modo giusto i conflitti della società.
Questo è ciò che Giovanni Paolo II e il cardinale Ratzinger intendevano quando parlavano della conversione della democrazia nel totalitarismo, oppure quando si parlava di dittatura del relativismo”.
Laddove l’interesse individuale è il fondamento ultimo della società, le intenzioni virtuose delle istituzioni hanno vita necessariamente limitata.
Il concetto va travasato nello stampo della democrazia americana.
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