Truth: giornalisti eroi, nonostante tutto

Cristiana Paternò16/10/2015 Mentre il giornalismo diventa sempre più residuale - con la crisi della carta stampata, i tempi ridotti dedicati alle inchieste, i continui attacchi da tutti i fronti alla professione - il cinema non smette di alimentare il mito.
Anzi, come spiega James Vanderbilt, regista del film d'apertura della decima edizione della Festa di Roma, la prima diretta da Antonio Monda, "i cronisti sono degli eroi, sono loro che mantengono la società in buona salute con le loro domande".  E così dopo Spotlight, che era alla Mostra di Venezia, arrivaTruth.
La verità è quella che cerca di stabilire Mary Mapes (Cate Blanchett), abile producer della Cbs che, dopo aver svelato le violenze perpetrate dai militari americani nella prigione di Abu Ghraib, denuncia il comportamento scorretto del presidente George W.
Bush ai tempi della guerra in Vietnam.
Bush jr., grazie alle conoscenze del padre, riuscì a farsi prendere in forze nella Guardia Nazionale dell'aeronautica del Texas dal 1968 al '74, imboscandosi per un anno intero per dedicarsi alla politica sempre coperto dai suoi padrini.
Il reportage, faticosamente costruito tra testimonianze di ex militari e documenti fotocopiati, poteva essere cruciale e costare la rielezione al presidente - siamo nel settembre del 2004 - e l'anchor di punta della Cbs Dan Rather (Robert Redford) prestò la sua enorme popolarità e il suo prestigio a denunciare il caso.
Ma il servizio, andato in onda nel seguitissimo programma 60 Minutes, si rivelò un boomerang.
L'autenticità dei documenti venne pesantemente messa in discussione su internet e la rete televisiva finì per scaricare i due giornalisti che vennero sottoposti a una commissione d'inchiesta interna: Mary Mapes fu licenziata in tronco, Dan Rather costretto a ritirarsi, mentre Bush venne rieletto alla Casa Bianca.  "Non avevo visto la trasmissione, ma il seguito della storia negli Stati Uniti ha suscitato un enorme scalpore e da cittadino americano ne ho seguito gli sviluppi, quindi poi letto il bellissimo libro che Mary Mapes ha dedicato alla vicenda, Truth and Duty: the Press, the President, and the Privilege of Power, e l'ho contattata.
Inizialmente era sulla difensiva, poi mi ha dato fiducia".
A raccontare è il regista, alla sua opera prima dopo aver raccolto diversi consensi da sceneggiatore con film come Zodiac e The Amazing Spider Man.
E' venuto qui alla Festa ad accompagnare il suo film sul red carpet - assenti invece sia Redford che Cate Blanchett - e nel pomeriggio l'ha raggiunto Mary Mapes [...]

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