Tutta la vita davanti

Regia: Paolo Virzì Sceneggiatura: Francesco Bruni, Paolo Virzì Cast: Isabella Ragonese, Elio Germano, Valerio Mastandrea, Sabrina Ferilli, Micaela Ramazzotti   A due anni di distanza dal suo ultimo ottimo lavoro, N (Io e Napoleone), Virzì torna a parlare di personaggi italiani, più nello specifico di giovani e dello sconquassato mondo del lavoro nel quale cercano un impiego.
Virzì, che da sempre è attento alle questioni del nostro paese, ha deciso di parlare del precariato attraverso questo Tutta la vita davanti, realizzando ancora una volta un'ottima fotografia di ciò che sta succedendo in questi ultimi anni.
Il film potrebbe essere riassunto con il titolo del libro da cui è liberamente tratto: "Il mondo deve sapere".
Quindi la domanda è: cos'è che il mondo deve sapere? La risposta è semplice: deve aprire gli occhi sulle condizioni in cui i nostri giovani si affacciano nel mondo del lavoro e dei risultati dei loro impegni per parteciparvi.
Queste parole si fanno immagine attraverso la vita di Marta, una giovane laureata che, in attesa di veder fruttare la sua laurea su un lavoro migliore, accetta un part time di un call center per mettere qualche soldo da parte.
Virzì parte da questo presupposto per mostrare non solo il micro-mondo interno a questa occupazione, ma anche tutto ciò che questo genera e di come se esasperato possa arrivare a modificare nettamente la vita delle persone che ne fanno parte.
Marta diventa una sorta di "corpo" nelle mani del regista che usa la sua vita e le sue disavventure per mostrare qualcosa di più grosso e preoccupante di un singolo assurdo posto di lavoro.
Ciò che Virzì vuole mostrarci è una sorta di reazione a catena; laddove non si ha un sano ed equilibrato posto di lavoro non si ha neanche la possibilità di vivere una vita dignitosa.
Costruito su questo discorso c'è il personaggio di Sonia, perfettamente interpretato da Micaela Ramazzotti, che subendo il licenziamento dal call center nel quale lavora inizia una spirale di discesa che finisce inevitabilmente per toccare anche sua figlia.
Il problema del precariato non è quindi esclusivamente di questa generazione che pur laureandosi con la lode non riesce a trovare lavoro se non in un call center, ma anche nelle nuove generazioni che non potranno contare sull'aiuto che quella attuale ha usufruito da quella precedente.
Chi potrebbe cercare di risolvere questa situazione allora? All'interno del film c'è la figura del sindacalista Giorgio Conforti, ma purtroppo anche lui si trova quasi impotente davanti a una situazione [...]

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