Tutti all'assalto!

  Viste dal di fuori, le vicende romane di bugie e scontrini sembrano un gigantesco gossip denigratorio montato ad arte dai buffoni cortigiani di un sistema politico accaparratorio spregiudicato e anche vile.
Il corale vocalizzo di “vattene sindaco”, che dai media citrulla teste e orecchie, è quanto mai stonato tanto che echeggia più come un modo abbietto di tagliare una testa, forse un tantino ingenua ma di sicuro non allineata, a scopi partititici e vendicativi che quello di salvare una città da una massa di teste predatici.
È palese alla logica che le dimissioni forzate di un sindaco, subito e mai accettato dai “ suoi” poteri, non sono e non saranno la panacea per guarire i mali romani.
Per far sparire tutti quegli intrighi malversi che involgono Roma e che l'hanno ridotta la foresta malata zimbello dei media internazionali,ci vuole una medicina estirpatrice delle radici disoneste e ingannatrici che anno dopo anno sono cresciute e selvaggiamente ramificate negli strati “più bassi del suo ventre” a scopo ingrassatorio personale o lobbistico.
Una amarissima efficace medicina che richiede prima coraggio per ingoiarla poi ferrea risolutezza a espellerla tutta traversando le “emorroidi” che l'assediano nei suoi orifizi più oscuri insieme a quei tenaci polipi occlusivi delle vie spurgative, stitici a qualunque scarica evacuatrice liberatoria di un sistema politico volutamente reso atrofico.
Far “cadere “ la testa di Marino a tutti i costi per quisquilie, anche se eticamente deprecabili, per lasciare in piedi i veri sostanziali problemi della capitale, tipo quelli mafiosi, collusi o...o...o..., è ben più ignobile.
Oltreché essere la maniera più comoda per gettare fumo negli occhi dell'opinione pubblica per accaparrarsela è il modo di andare all'assalto del Campidoglio senza dover modificare una virgola del sistema partitorio e spartitorio.
Gli aspiranti conquistatori, a meno di un commissariamento che tolga il potere al popolo di eleggere chi gli pare come è già successo per altro palazzo con uno stai sereno che madama la marchesa non sposa le figlie senza avvertire i pretendenti, intoneranno tanti coretti in cui, come quelli nel passato più o meno recente, cinguetteranno di essere i veri ramazzatori del letame ostruttivo del ventre romano.
Anzi già si sentono in giro,in cui con note acute stornellano di essere i veri o unici ripulitori morali e pure stoici operatori ecologici dell'immondezzaio che ha reso “la grande bellezza” una enorme schifezza.
Tutti rassicurano di essere detentori [...]

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