Tutti i figli di Adamo

(da) Che cosa ci fa umani. (Ferdinando Camon, Avvenire, venerdì 2 giugno 2017) «Tutti i figli di Adamo formano un solo corpo, / sono della stessa essenza.
/ Quando il tempo affligge con il dolore / una parte del corpo / le altre parti soffrono.
/ Se tu non senti la pena degli altri / non meriti di essere chiamato uomo».
Versi bellissimi.
Semplici e potenti.
Sono di un poeta persiano e stanno all’entrata del Palazzo dell’Onu, a New York. L’umanità è composta di miliardi di uomini, la morte di un nemico la diminuisce come la morte di un amico.
A rigore, se il nemico è uomo come me, non posso chiamarlo nemico.
La caduta dei nostri è una tragedia.
La caduta degli altri è una vittoria.
Tutti puntano sulla vittoria. Le stragi, anche le stragi, contano non in proporzione alla loro vastità, ma in proporzione alla loro capacità di suscitare emozione in noi occidentali.
Noi non siamo umanità, cioè un unico corpo collettivo, che comprenda tutti gli uomini, come sognava il poeta persiano.
Se lo fo...

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