Tutto Pasolini a New York

Istituto Luce Cinecittà , The Museum of Modern Art e il Fondo Pier Paolo Pasolini/Cineteca di Bologna presentano "Pier Paolo Pasolini", una retrospettiva completa che celebra la produzione cinematografica del regista, dal 13 dicembre al 5 gennaio 2013 al MoMA di New York.
Ad accompagnare l'evento, supportato da Gucci, una serata con letture di brani di Pasolini al MoMA da parte di artisti italiani e americani; performance e istallazioni cinematografiche al MoMA PS1; una tavola rotonda, la presentazione del nuovo libro 'Pier Paolo Pasolini, il mio cinema', un seminario e una mostra di disegni e ritratti.
  La retrospettiva completa presenta i celebri film di Pasolini in copie nuove, realizzate da Istituto Luce Cinecittàin due anni di lavoro.
Alcune sono state recentemente restaurate dalla Cineteca di Bologna.
Le opere corrispondono approssimativamente a quattro periodi della vita socialmente e politicamente impegnata dell'artista.
Il primo, Il cinema popolare nazionale, comincia con Accattone (1961), che immediatamente segnala Pasolini come regista dal prodigioso talento.
A caratterizzare questa fase, che culminerà con Il Vangelo secondo Matteo (1964), lavori come Mamma Roma (1962) e una serie di divertenti film a episodi - tra i quali Uccellacci e uccellini (1966) e La terra vista dalla luna (1966) - che contengono un intenso e onesto ritratto di persone che vivono ai margini della società.
La fase centrale della produzione è spesso definita come quella del cinema impopolare, nella quale le sue critiche graffianti verso la borghesia conducono all'appassionata immediatezza di film come Teorema (1968),Porcile (1969) e una moderna interpretazione di Medea (1969).
La trilogia della vita - Il Decameron (1971), I racconti di Canterbury (1972) e Il fiore delle mille e una notte (1974) - girata tra il 1970 e il 1974, è una reinterpretazione di racconti e favole tradizionali che mantengono la loro universalità nonostante la trasposizione in chiave moderna.
Come dichiarato dallo stesso Pasolini, la scelta di soffermarsi sul passato è motivata dal fatto che esso riflette il presente più profondamente.
  L'ultima fase, spesso definita come L'abiura della trilogia della vita, è rappresentata dall'ultimo disperato film del regista, Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975), bloccato per anni dalla censura.
Ad affiancare la retrospettiva, una serie di eventi per omaggiare la poliedrica carriera del maestro.
Il 12 dicembre a Casa Italiana Zerilli - Marimò - New York [...]

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