UN LIBRO DA NON PERDE....

                                                         Non so se lo conoscete è uno scrittore giovane divenuto famoso con il libro " Gomorra" si chiama Roberto Saviano ed è napoletano, uno di quei napoletani un pò come me che ha il coraggio di guardare in faccia la realtà e dirla anzi scriverla senza aver paura di nessuno.Allegato al Corriere della Sera di Giovedì 12 Aprile, è uscito per la serie "Corti di Carta" quello che un tempo si sarebbe definito un "aureo libretto", cioè un volumetto di poche pagine, una sessantina appena, di pregevole contenuto si tratta di "Il contrario della morte" appunto del Saviano.L'ho comprato perchè ero attratta a parte che dall'autore anche dal fatto che l'avrei potuto leggere velocemente visto la dimensione.Credetemi l'ho letto in poco più di un ora no perchè erano circa 60 pagine ma perchè la storia che viene narrata è da trattenerti il respiro, non mi è mai capitato di piangere leggendo un libro: ieri è successo per la prima volta!In questo libro viene raccontata la storia di Maria che è ancora giovane ma già vedova, vedova dell'ultima guerra...
ma forse non bisognerebbe chiamarla vedova perchè col suo ragazzo morto a kabul non si era ancora sposata.
anche se per questo Gaetano era partito per l'Afganistan per poter sposare Maria.Ma purtroppo, al paese, ora lei resta inchiodata al suo dolore e al luogo lontanissimo che l'ha privata del suo amore con la voglia di non rassegnarsi.Vi riporto le righe più belle:...
e i vestiti che ti fanno scomparire, che a me sembrano persino belli.
Belli da indossare quando vuoi non essere vista e apparire solo stoffa. A volte vorrei poterli metterli qui, quando mi sento gli occhi di tutti appiccicati sulla faccia.
Se sorrido, sorrido troppo e l'ho già dimenticato, se ho gli occhi abbuffati di lacrime, mormorano èperchè devo farla finita perchè piangere non me lo farà ritornare, se sono inpassibile già emettono la sentenza: è impazzita di dolore.
E vorrei coprirmi con quelle campane azzurre, con quei burqa.......
qui addestano a considerare tutto ciò che accade come inevitabile.
E' qualcosa diverso dall'antico fatalismo che fa accettare ogni cosa con le braccia aperte e le ginocchia piegate...
E' come prendere ogni giorno come il peggiore dei giorn, ma da ognuno capire quale profitto trarre...
Ogni cosa accade perchè deve accadere ...
daciò che prendi ricava ciò che puoi......
ovunque in Italia se pronunci le parole reduce e ultima guerra si affollano immagini di teste [...]

Leggi tutto l'articolo