UN OTTICO

Daltonici, presbiti, mendicanti di vista, il mercante di luce, il vostro oculista, ora vuole soltanto clienti speciali che non sanno che farne di occhi normali.
Non più ottico, ma spacciatore di lenti, per improvvisare occhi contenti, perché le pupille abituate a copiare inventino i mondi sui quali guardare.
Seguite con me, questi occhi sognare, fuggire dall'orbita, e non voler ritornare.
PRIMO CLIENTE: - Vedo che salgo a rubare il sole per non avere più notti perché non cada in reti di tramonti, l'ho chiuso nei miei occhi, e chi avrà freddo lungo il mio sguardo si dovrà scaldare.
SECONDO CLIENTE: - Vedo i fiumi dentro le mie vene, cercano il loro mare, rompono gli argini, trovano cieli da fotografare.
Sangue che scorre senza fantasia porta tumori di malinconia.
TERZO CLIENTE: - Vedo gendarmi pascolare donne chine sulla rugiada, rosse le lingue al polline di fiori ma dove l'ape regina? Forse è volata ai nidi dell'aurora, forse è volata, forse più non vola.
QUARTO CLIENTE: - Vedo gli amici ancora sulla strada, loro non hanno fretta, rubano ancora al sonno l'allegria, all'alba un po' di notte: e poi la luce, che trasforma il mondo in un ....giocattolo.
Faremo gli occhiali così! Faremo gli occhiali così! ( Fabrizio de André, Non al denaro non all'amore né al cielo)

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