UN SORSO DI FELICITA'

 Ciao Giò...Accontentata anche te...SalMia madre mi aveva insegnato a non avvicinare gli sconosciuti, né tanto meno accettarne caramelle.
Ma quella sera faceva più freddo del solito oppure ero io ad avvertire quel gelo, mi tremavano tutti i denti in bocca.
L'odore forte dell'alcol, poi, mi si era impregnato nei capelli e nei vestiti, non c'era una parte del mio corpo che non avesse la puzza del gin.
Tuttavia quello sconosciuto mi sorrideva, forse perché non sapeva niente di me ed io ricambiai il sorriso accettando irresponsabilmente quel passaggio.
> - Mi disse con gli occhi sinceri.
Pochi metri più avanti vomitai pure l'anima, ma lui non mi lasciò sul marciapiede, mi porse un fazzoletto e mi sorrise di nuovo.
>.
Fu la frase più bella che mi avessero mai detto e sul suo viso non lessi il disprezzo o la pietà, in fondo non sapeva nemmeno come mi chiamavo.
Fui tentata dal chiedergli perché stava perdendo del tempo insieme a me, in quello st...

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