UNO SI DISTRAE AL BIVIO _ Seconda parte

     La seconda parte di uno si distrae al bivio si snoda attraverso le azioni viste da chi le compie.
Una passerella di incontri femminili, di tuffi del cuore, sbrigativi, vertiginosi.
     Tutti segnati, perduti in partenza: le passeggiate quasi una dolce promessa al suo «ignoto», sono tenuti dal filo del possibile in una piacevole concatenazione di sensi.
     Ecco come dal vicinato, dal sogno, Ramorra accarezza e vagola da città in città: Per anni, tutte le sere un sogno d'amore svanito.  Un anno in una città, un altro in un'altra città, Ramorra aveva  impresso in un fotogramma dell'anima tutti i visi, tutte le vesti, tutte le ragazzine che voleva mangiarsi con gli occhi.  E tutte queste ragazzine formavano un piccolo paradiso, dal  quale gli pareva di precipitare inesorabilmente.
( …) E quando ritornava  a casa e guardava sua madre, pensava di tradirla, e se per  caso partiva, faceva tanto che la mamma non lo baciasse.
     Sono incontri timidi, d’una effimerità d’entusiasmo che corrono nell’animo del ragazzo a dare un brivido, uno scossone, avvertirlo che lui è pronto: basta provare, tentare, sollecitare.
     Amori rincorsi, visti, accarezzati in una girandola sempre in movimento, in un ricordo fatto di miele, di promesse.
Non è nemmeno estranea la presenza di un complesso edipico; appena presente, ricompare e scompare come un gioco di luce accidentale, nella mente piena di pudore di ragazzino ingenuo: « nel suo grembo, come in quello di mia madre un tempo, viaggiare nei sogni, contento! »      I ricordi del discolo Ramorra tornano frequenti nella sfera del sesso, sono impazienti, premono l’intenzione di progredire non – come un ragazzino malato – ma nel senso di giusto, nel sano bisogno di agire per la sua efficienza interiore.
Ascoltiamo Ramorra impenitente, girovago, carico di eventi: Di Ramorra non si potrebbe mai completare lo specchietto degli amorucci, incominciati bene e finiti male.
Egli si innamorava di tutte.
Attaccava discorsetti sentimentali e se il giuoco riusciva, se il suo amore era tutto un  indeterminabile discorso sentimentale, gli bastava, era contento e orgoglioso e non chiedeva di più per guazzare nei sentimenti.
( … ) Ti amo, caro, ma non posso essere tua.
Al che Ramorra, sconfitto e umiliato, seppe gridare fortemente a se stesso il rimprovero solenne: che avesse davvero badato lei, dalla pelle colar pera, ai suoi discorsi?      Donne guardate nella loro grazia argentea, mattinale, ma mai « sue »; incontri di maniera [...]

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