UNO STATO DI FANCAZZISTI – GLI STATALI SCROCCONI ALLA GOGNA DELLA CORTE DEI CONTI - IL GIUDICE CHE HA FATTO 18 UDIENZE IN 10 ANNI - IL PRIMARIO CHE FACEVA INTERVENTI ESTETICI IN OSPEDALE…

Fiorenza Sarzanini per il Corriere della Sera Si fanno pagare le telefonate ai numeri erotici e gli interventi di chirurgia estetica.
Stanno a casa in malattia con finti certificati per non consumare le ferie, autorizzano consulenze inutili pur di prendere qualche centinaio di euro di «mazzette».
A raccontare l’Italia degli statali fannulloni e scrocconi—quelli che lavorano in uffici pubblici, asl, ministeri, palazzi di giustizia, scuole — sono le sentenze emesse ogni anno dalla Corte dei Conti.
L’ultimo anno non ha portato nelle casse dello Stato quanto ci si aspettava.
Dagli oltre 252 milioni di euro di «sanzioni» inflitte nel 2006 si è infatti scesi a poco più di 92 milioni nel 2007.
Un’oscillazione al ribasso aveva segnato anche il biennio precedente: nel 2004 la somma complessiva superava i 280 milioni di euro, nel 2005 appena 87 milioni.
«L’importante—spiegano alla Corte — è che vengano perseguiti coloro che provocano danni materiali e di immagine e soprattutto che la sanzione sia proporzionata al comportamento illecito».
Caso esemplare è certamente quello del ragionier Vitaliano Brasini.
Nominato giudice tributario a Forlì vanta un record invidiabile: essere riuscito a partecipare a 18 udienze in dieci anni.
A segnalare la sua scarsa efficienza è, il 30 giugno 2005, il presidente della commissione tributaria regionale per l’Emilia Romagna.
Parte l’indagine e la procura della Corte scopre che «Brasini non ha mai comunicato, giustificato e documentato i singoli impedimenti ».
Lui nomina un avvocato, sostiene di aver ricevuto dal presidente della sua sezione una «autorizzazione tacita ad assentarsi nell’ultimo biennio per ragioni di salute».
I documenti dimostrano però che non si tratta soltanto di due anni.
Perché dal 1996 in poi Brasini non è quasi mai comparso in ufficio.
Per avere un’idea del carico di lavoro, basti pensare che l’altro giudice del suo collegio nello stesso periodo ha trattato 173 ricorsi.
Il ragioniere capisce di non avere via d’uscita e fa un ultimo tentativo per risolvere la questione: restituisce i compensi percepiti da luglio 2002 a dicembre 2003.
Ma non basta.
La procura calcola in quasi 26.000 euro il danno allo Stato provocato da Brasini insieme ai presidenti che avrebbero dovuto controllarne il rendimento e la Corte accoglie la richiesta perché renda i guadagni percepiti.
Molto più bassa è la cifra che dovranno versare i centralinisti dagli uffici di Matera della Regione Basilicata.
Per telefonare a parenti e amici aspettavano di arrivare in [...]

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