URANIO: GLI NEGANO TUTTO LUI SI SUICIDA!

In altri tempi sarebbe stato definito “suicidio di Stato” ma anche oggi riesce difficile qualificare in altro modo quello che è accaduto ad un militare VFP che, dopo essere rientrato da numerose missioni all’estero, ha scoperto di avere la leucemia (tipica da contaminazione da uranio impoverito).
Questa volta però non è stata la patologia ad ucciderlo.
Congedato perchè non più idoneo al servizio ha pensato a curarsi ma, sopratutto, a fidarsi dei suoi superiori che gli hanno “consigliato” procedure da seguire, legali e tutto quanto “nell’interesse” del militare e della famiglia.
Purtroppo però, come sempre accade in questi casi, i “consigli” e le cure pesantissime a cui si è sottoposto si sono rivelati fatali.
Diritti negati con ricorsi impostati male hanno provocato dei rigetti affrontati in modo maldestro in sede giudiziaria.
Il militare non ha retto il senso di colpa che ha avvertito nel rimanere “fedele” allo Stato, causando condizione di precarietà assoluta a tutta la famiglia, e...

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