USB 3.0 tutti i segreti

E entrata nel gergo comune e fa parte della nostra vita quotidiana: la parola “USB” è ormai sinonimo di trasferimento dati, semplice e veloce, su PC e dispositivi multimediali.
È sufficiente collegare le periferiche tramite l’apposito cavetto in dotazione, o direttamente alla porta USB, e attendere giusto il tempo del riconoscimento automatico da parte del sistema operativo.
L’elenco dei molteplici utilizzi di questo standard sono pressoché infiniti: verrebbe quasi da pensare che l’Universal Serial Bus (USB) sia il passepartout per risolvere ogni problema di collegamento; ed in parte è così.
Col passare del tempo, però, uno dei suoi punti di forza si è trasformato in un tallone d’Achille: la velocità di trasferimento è ormai poco adatta per i file di grandi dimensioni (anche quando si usa la versione 2.0).
E così, la rapida espansione di supporti d’archiviazione sempre più capienti e la larga diffusione dei video in alta definizione, hanno costretto l’associazione che gestisce le linee guida dell’USB ad accelerare i tempi di standardizzazione del progetto 3.0, di cui si parlava in verità già dal lontano 2007.
È stato necessario quindi rivedere le specifiche del collegamento seriale più utilizzato al mondo, migliorandone le prestazioni al fine di equipararsi ad interfacce più veloci quali FireWire e soprattutto eSATA, garantendo comunque la compatibilità con le precendi versioni delle USB  

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