Uccelli a Siponto

Uccelli a Siponto   martedì 14 giugno 2016 ore 09:01   L’Arte è ovunque e in ogni cosa.
Non è sentenza salomonica, è un indizio dell’inflazione in atto dei valori etico-culturali (la recessione economica è un morbido contrappasso).
Inutili le arringhe per salvare la dea svenduta; riconoscerla, difenderla, distinguerla da ciò che non lo è, non serve.
Le muse non si oppongono ai verdetti della bancarotta.
Nei caveau fraudolenti del linguaggio non si corrono rischi.
Allora inoltriamoci nelle congetture, dimorando nell’opinione, luogo propizio - ma non troppo – del progresso umano.
L’occasione ci costringe complici e rei per abuso della parola “arte” (ridotta com’è sarebbe meglio adoperarla il meno possibile).
Tuttavia, con i saldi in corso, ne faremo spreco per esubero merce…(o per esaurimento).
Sulle patine della superficie la modernità ha trovato il suo destino e il suo compimento.
Dalle altezze accademiche alle banalità del quotidiano, tutto è circonfuso dallo spirito dell’arte; ci si illudeva della perdita della sua aura, invece la si ritrova mercantile in qualunque cosa: nei musei, nelle gallerie, nelle strade, sui muri delle periferie, nella catena di montaggio,  fino alle panoplie high-tech nobilitate dalle elaborazioni virtuali.
Tutto un intruglio cucinato con l’idea religiosa dell’originalità creativa dell’individuo eccezionale: l’artista, un fenomeno piazzabile tra i tanti.
La protesi del sistema pubblicitario, con grande coscienza critica,  forgia e sostiene l’acclamazione del campione, garantendolo per ogni evenienza: questo magnifico ‘transformer’, metà ‘bricoleur’ metà ‘maudit’, predisposto più a escogitare delle “trovate” che ad esprimere soluzioni.
L’estetizzazione totale del mondo - ovvero la sua spettacolarizzazione - è evidente già da tempo.
Anche il vilipeso Sud inizia a ritagliarsi un angolo dignitoso nel mondo della cultura, grazie all’Europa e ai turisti.
In questo periodo il golfo di Manfredonia è la scenografia eletta di una operazione culturale di ampia risonanza, denominata “Dove l’arte ricostruisce il tempo”, un asserzione di notevole statura filosofica, di raffinata speculazione.
Non è il caso intrattenerci sulla sonorità dell’annuncio, spazio e luogo non consentono disquisizioni sull’arte in relazione al tempo, di come si comporta e di come si muove nel suo interno.
Quindi lasciamo i proponimenti ambiziosi della filosofia – forse la sfioreremo per supponenza - e accostiamoci alle certezze più modeste, ma dirette, dell’esperienza sensoriale [...]

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