Ugo Foscolo - opera omnia - le rimembranze - letteratura italiana

      E questa è l'ora: mormorar io sento co' miei sospiri in suon pietoso e basso tra fronda e fronda il solitario vento.
      E scorgo il caro nome; e veggo il sasso ove Laura s'assise, e scorro i prati ch'ella meco trascorse a passo a passo.
      Quest'è la pianta che le diè i beati fior ch'ella colse, e con le molli dita vaga si fe' ghirlanda ai crini aurati.
      E questo è il conscio speco, e la romita sponda cui mesto lambe un fonte e plora, e i ben perduti a piangere m'invita.
      Qui de' più gai colori ornossi Flora, qui danzare le Grazie, e qui ridente a mirar la mia donna uscì l'Aurora.
      E qui la Luna cheta e risplendente guatocci, e rise; e irradiò quel ramo ove ha nido usignuoi dolce–gemente;
      e scosso l'augellin mentre ch'io «t'amo» a Laura replicava, uscir s'udia da' suoi dolci gorgheggi: «io t'amo io t'amo».
      O sacra rimembranza, o de la mia prima felicità tenera immago, cui Laura forse a consolarmi invia;
      vieni: tu vedi solitario e vago il gio...

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