Un'Altra Ricca "Ristampa" Di Bob: Il Santo Graal Del Rock! Bob Dylan & The Band – The Bootleg Series Vol. 11: The Basement Tapes Complete, Take 1

Bob Dylan & The Band – The Bootleg Series Vol.
11: The Basement Tapes CompleteColumbia/Sony Box 6CD In un anno in cui è stato riedito nella versione (si spera) definitiva il più grande disco dal vivo di tutti i tempi (il Fillmore East degli Allman Brothers) e sono iniziate le ristampe con inediti della più grande band di sempre (i Led Zeppelin, anche se si sperava in qualcosa di meglio, vero, Mr.
Page?), volevate forse che il più grande in assoluto, cioè Bob Dylan, se ne stesse con le mani in mano? Certo che no, è così il nostro (o la Columbia, ma fa lo stesso) ha rinviato al prossimo anno il suo nuovo album, già pronto (Shadows In The Night, pare un disco di covers di Frank Sinatra) e ha calato la sua scala reale: la pubblicazione integrale (138 canzoni) dei mitici Basement Tapes, ciò che i fans del buon Bob avevano favoleggiato e desiderato per anni; per fare questo, è stato cambiato addirittura l’argomento dell’undicesimo capitolo delle Bootleg Series (che sembrava dovesse essere dedicato alle sessions di Blood On The Tracks), già deciso da tempo.
https://www.youtube.com/watch?v=J3eTVSr_dQY La storia dei “nastri della cantina” è nota anche ai non dylaniati: nel 1967, dopo anni vissuti nella corsia di sorpasso (soprattutto il 1965 ed il 1966), a base di dischi (tre), concerti (abbastanza) ed anfetamine (tante), Bob Dylan decide che non è il caso di finire nella tomba e stacca la spina, usando come scusa ufficiale il famoso incidente motociclistico (che forse non era poi così grave),  andando a vivere con la moglie Sara (Noznisky Lownds) ed i figli nella sua nuova casa di campagna, a Woodstock.Qui, dopo qualche mese di ozio assoluto, ricomincia ad incidere, insieme a The Band (allora ancora chiamati The Hawks), una serie di canzoni allo scopo di mettere a disposizione dei brani nuovi a chiunque volesse incidere un pezzo di Dylan: tra le versioni più note di queste canzoni ricordiamo Too Much Of Nothing ad opera di Peter, Paul & Mary, The Mighty Quinn per i Manfred Mann, You Ain’t Goin’ Nowhere e Nothing Was Delivered, entrambi nel seminale Sweethearts Of The Rodeo dei Byrds.
Dylan e compari (inizialmente senza Levon Helm, che si unirà nelle ultime sessions a cavallo tra ’67 e’68) iniziano a prenderci gusto e, spostatisi in una casa vicina presa in affitto da Robbie Robertson e soci, la mitica Big Pink (pare per lasciar tranquilla Sara, che era incinta), proseguono le incisioni includendo anche vecchi traditionals e covers di brani country, il tutto in un’atmosfera gioviale e rilassata [...]

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