Un'oasi di metropoli

Elena Torre, sul quotidiano Il Tirreno di mercoledì 17 ottobre 2007 racconta che, a una ventina di minuti dal centro di Londra, è nato il Bed Zed (per esteso Beddington Zero Energy Development, che significa zero impiego di idrocarburi).
Si tratta di un quartiere basato su un locale sistema di produzione e riciclaggio di energia e materiali rinnovabili. La sua eco-compatibilità sarebbe allora dimostrata dal fatto che nessuna struttura emette nell'ambiente sostanze inquinanti.  Cioè: i pannelli solari, rivolti verso sud, accumulano l'energia necessaria al riscaldamento e alla produzione di elettricità.
Si beve acqua piovana, che viene prima di tutto e costantemente depurata e resa potabile.
I rifiuti vengono riciclati, completamente, manco a dirlo: il progetto, racconta Elena Torre, fu dell'architetto Bill Dunster.
La sua innovazione starebbe nel concetto di Powerdown, che richiama l'eliminazione dell'utilizzo di tutti i combustibili fossili.
Gli abitanti del suo Bed Zed utilizzano materiali prodotti in loco o da insediamenti distanti non più di cinquanta chilometri; tutti i residenti del quartiere sembrano essere entusiasti della radicale scelta di vita, che ha modificato la propria esistenza dalle scorribande sulle auto elettriche fino all'utilizzo costante e assoluto di prodotti biodegradabili e non inquinanti.
Tutto questo è accaduto e accade poco lonano da Londra, dice Elena Torre, sul quotidiano Il Tirreno nell'ottobre del 2007.

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