Un “ vecchio saggio" ed i suoi messaggi...

Che ci fosse una assonanza fra il Piano di Rinascita auspicato da Licio Gelli ed il programma attuato sino ad oggi dal governo Berlusconi in molti lo avevano notato.
Che fosse singolare la presenza di personaggi coinvolti nella Loggia Massonica P2, anche… Ma quello che ora diviene interessante e’ l’intervista di Licio Gelli rilasciata a "La Repubblica" a Concita De Gregorio.
Il venerabile non parla a “caso”, anche perché, se non necessitasse parlare, preferirebbe il silenzio.
Nella sua intervista alla De Gregorio lancia “messaggi”, si lascia andare ai ricordi, guarda con distacco il Paese ed osserva con soddisfazione che ciò che aveva auspicato diviene linea guida di questo governo.
Parla come un vecchio saggio che vede realizzati i suoi “sogni”, i suoi progetti.
Gelli, facendo riferimento al fatto, che alcuni dei personaggi che condivisero il suo progetto sono oggi la classe dirigente del Paese, dichiara:” Se le radici sono buone, la pianta germoglia”… E’ un’intervista tutta da leggere, ci sono messaggi tutti da interpretare.
Parla di Berlusconi, di Fini e di Bossi...""Questa è una classe politica molto modesta, mediocre.
Sono tutti ricattabili".
Nel panorama politico attuale, nel quale Bossi e la Lega divengono ago della bilancia del futuro possibile di questo governo, Gelli ricorda:"Bossi si è creato la sua fortezza con la Padania, ha portato 80 parlamentari è stato bravo.
Ma aveva molti debiti...
" Il venerabile ci ricorda che da bambino pensando a cosa avrebbe fatto da grande, pensava al burattinaio e non al burattino.
Nella maggioranza vi sono "incomprensioni" , rivendicazioni, richieste politiche di maggiore autorevolezza nelle decisioni all'interno della coalizione.
Berlusconi vive un momento di difficoltà politica.
Qualcuno dimentica di essere politicamente organico ad un progetto e null'altro.
Volendosi arrogare protagonismi e ribellandosi al gioco delle parti, c'e' il rischio di rimanere impigliati nella tela.
Parla di Fini e ricorda Almirante..." Almirante, eravamo molto amici, siamo stati nella Repubblica sociale insieme.
L'ho finanziato due volte: la seconda per Fini.
Prometteva molto, Fini.
Da un paio d'anni si è come appannato".
Parla anche dei "Ribelli"..."quelli che erano sulle montagne"..." Io ero ufficiale di collegamento fra il comando tedesco e quello italiano.
Ne ho salvati tanti...Eravamo su fronti opposti, ma quando sei di fronte ad un amico non c'è divisa che conti."...
Gelli ricorda un incontro con Aldo Moro..."Mi spiegò che la democrazia è come un piatto di [...]

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