Un attivista del Cara di Castelnuovo: "Una sconfitta per tutti"

Roma, 23 gen.
(askanews) - "E' una sconfitta per tutti noi, oggi ha vinto la paura.
Non si risolve così dal mio punto di vista".
A parlare è Tareke Brahne, assistente e attivista al Cara di Castelnuovo di Porto, il centro d'accoglienza richiedenti asilo alle porte di Roma in cui è in corso il trasferimento dei migranti verso altre regioni.
Un'operazione che genera due vittime, dice.
I migranti e oltre cento italiani che prestavano servizio qui e perdono il lavoro.
"Dal primo febbraio mandiamo anche 120 famiglie italiane, li mandiamo a casa, non possono rientrare nel mercato del lavoro e la maggior parte non ha requisiti per il reddito di cittadinanza.
Usciamo con due vittime: da una parte i richiedenti asilo che avrebbero diritto, dall'altra gli italiani che vanno a casa, ed è solo per propaganada, per avere più voti, le cose non si risolvono così.
Siamo d'accordo, magari questa struttura non è la soluzione migliore, ma funzionava e non c'è alternativa.
Se si distruggono le strutture più piccole come gli Sprar e queste, nonostante l'appello del sindaco...
Cosa che non capita mai".
E sui migranti trasferiti, aggiunge: "Hanno paura del futuro, non sanno cosa li aspetta, ma è gente abituata alla tortura e al peggio, per loro questo non è nulla ma sono sempre persone, non pacchi o animali".

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