Un delinquente felice

Lo smarrimento delle idee, quelle che ci rappresentano come individui e ci fanno essere talvolta l'uno diverso dall'altro sia nei riferimenti culturali sia in quelli politici, sembra oggi più presente e tangibile.
Fatto stà, che ci sentiamo persi, offuscati, offesi, denigrati, altrove, e questo mentre la vita delle persone viene risucchiata e consumata dentro il contenitore dell'informazione che, compassionevole delle nostre esigenze informative, ci fornisce gioie e dolori come un termometro impazzito.
Ciò che accade e inverosimile, partiti diversi che si mischiano come in un'orgia ubriacante, il Papa che si dimette, il presidente della Repubblica fautore di repubbliche sovversive, delinquenti presi come esempio da generazioni di politici e votanti, vedi Andreotti, Berlusconi, Dell'utri, e tutto questo presentato dalla stampa come normalità pacificante dell'evoluzione democratica del nostro Paese.
Domani mi sveglierò, e spero di cuore di trovarmi nel 1946, per poter dire, dopo aver vissuto almeno 60 anni, è anche colpa mia, così mi sentirò colpevole come tutti gli altri, felice di aver contribuito a rubare e rovinare l'Italia, e passeggiare come un onesto delinquente, allegro e impunito in questo mondo virtuale di democratici.

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