Un dio rosso all'incrocio di otto strade

  Pianta topografica alla mano, piazza Lamarmora contende alla vicinissima piazza Pichi il ruolo di cuore del centro storico di Iglesias.
Lo spazio urbano dell’antica Villa di Chiesa era racchiuso grosso modo all’interno di un quadrato delimitato dalla cinta muraria.
Il tessuto viario era estremamente articolato e caratterizzato da un punto focalizzante: l’odierna piazza Municipio, sagrato della cattedrale, che è, in definitiva, l’unica vera e propria piazza del nucleo antico.
Tutte le altre, infatti, sono piazze sui generis, nel senso che si tratta più che altro di slarghi (come nei casi di piazza Pichi e piazza Fenza) o di quelle che sono definibili spiazzi “passanti” (piazze Canavera e Martini).
Quanto a piazza Lamarmora è abbastanza agevole notare come in realtà questo luogo sia il punto di confluenza di ben otto strade che conducono o alle antiche porte cittadine (come via Cagliari, via Martini, più nota come via Commercio, e la stessa via Canelles che immette alla zona di Sant’Antonio) o ai luoghi dove avevano sede le istituzioni religiose e politiche (come nel caso di via Sarcidano e di vico Meli).
Via Cavour è ambivalente dato che, terminata la salita, può alternativamente condurre a Porta Sant’Antonio o a piazza Collegio (dove aveva sede il palazzo dei Donoratico), mentre il corso Matteotti (per tutti via Nuova) fino a metà Ottocento non si apriva verso l’esterno ma era chiusa dalle mura.1 Via Mercato Vecchio infine è la strada che sbocca in piazza Lamarmora, dopo aver intersecato via Corradino, e che muore in via Eleonora.2 Il fatto stesso che sia il risultato della confluenza di otto strade e non il risultato di un progetto urbanistico nato ad hoc, conferisce a piazza Lamarmora una forma irregolare.
Si tratta dell’antica piazza Vecchia, già citata nel Breve di Villa di Chiesa.
Lo storico Marco Tangheroni ne La città dell’argento, abbozzando un’ipotesi sulla topografia di Iglesias in epoca pisana, attribuisce questo toponimo a piazza Fenza, preferendo designare l’attuale piazza Lamarmora con piazza del Grano.
Tuttavia è legittimo avere qualche dubbio sull’esattezza di tale ricostruzione.
Lo stesso Tangheroni, d’altronde, si trincera dietro un prudentissimo condizionale, scrivendo che «(...) piazza Fenza potrebbe essere identificata con la piazza Vecchia in cui, appunto, sorgeva la fontana terminale dell’acquedotto di Bingiargia».3 Risulta appurato, peraltro, che le condotte dell’acqua provenienti dalle campagne extra moenia Sancti Antoni non mettevano capo a piazza [...]

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