Un drago dentro

Una guerra, ogni singola guerra è orrenda.
Muoiono innocenti, vengono distrutti paesi.
Ma una guerra ha una virtù: è lineare, la vedi, la tocchi, esiste.
Non so se sia giusto chiamarla virtù, anzi non lo è di certo.
La guerra è comunque reale, orribile e reale.
Ma se il nostro nemico ce l'abbiamo dentro? Se il mio nemico è la faccia nera della mia anima, la faccenda cambia.
Nè buoni, nè cattivi.
Nessuno contro cui prendersela.
Il mio drago dorme dentro di me, sotto la mia faccia da bambina.
La mia parte cattiva, irrazionale, infida.
Anche masochista, sì.
Sta lì, ricettacolo delle mie paure.
Le cova, le fa crescere, germogliare.
Lì, nella parte del mio cuore dove fa più freddo, dove nessuno è arrivato ancora mai.
Dove a nessuno è interessato di arrivare MAI.
Ecco, potrebbe sembrare un discorso pessimista, retorico.
E forse 3 o 4 mesi fa avrei concluso così questo post.
Ma la vita ti fa crescere.
E non credo più che il drago che dorme in me sia stato generato dagli altri, sia colpa di chi non mi ha saputo voler bene.
E' colpa mia.
Sono io che mi chiudo in una teca di vetro, che mi rendo avvicinabile solo in parte.
Mostro la parte più bella di me, ragazza allegra, solare e di compagnia.
Quel che c'è dietro, poi, in pochi lo sanno.
Molti ne hanno avuto paura, qualcuno ne è rimasto morbosamente affascinato.
Nessuno l'ha capito, anche perchè non ci faccio arrivare nessuno lì, dove dormono come dentro un vaso di Pandora le mie paure.
O meglio, l'unica persona con cui ho cercato di essere me stessa senza remore, paure e allegria, insicurezza e forza interiore, non ha capito le mie contraddizioni.
Ed è scappato.
Gli si può dar forse torto?

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