Un fatiscente negozio di giocattoli.

  "Mille orsacchiotti di pezza con il sorriso cucito all’ingiù, chiusi in mille negozi dell’usato dove incontrano altri giocattoli rovinati e imparano che essere diversi è ciò che rende tutti un po’ speciali.”   Proprio così tutti speciali.
  Peccato che negli ultimi tempi l’unico a sembrarmi speciale eri tu e io, intanto, mi sentivo sempre meno speciale di tutte.
  Non voglio dare la colpa a te ma solo a me stessa.
A me stessa per averti dato il potere di far crollare così la mia autostima, di avermi fatto sentire così fragile, insicura e sempre troppo poco.
Per aver cercato di vedere ogni volta il buono di te mentre sembrava che tu ti impegnassi solo a vedere quello che in me, di buono, non c'era.
  Ora riesco a starti vicino senza aspettarmi niente, senza pensare solo a quanto vorrei stringerti forte.
Ora il mio respiro è regolare e io mi ricordo chi sono (a volte) anche se non mi guardi.
  Un bel passo avanti.
Un bel passo che mi fa capire che è ora di chiudere.
Chiudere questo blog che non fa altro che ricordarmi tutto.
  Ricordarmi quanto il tuo sorriso mi sembrasse il più sensazionale che avessi mai visto e quanto mi trovassi persa nei tuoi silenzi e pensieri senza nemmeno volerlo.
Ricordarmi che anche quando non parlavi a me sembrava lo stesso di sentirli quei maledetti pensieri. E non sai quanto li capivo e quanto capivo te ma tu nemmeno te ne accorgevi.
  Ricordarmi che a te, quando ridi, ti ride tutta la faccia. E io che ti guardavo mica me lo ricordavo più che giorno era o cosa stavo facendo.
Forse nemmeno come mi chiamavo.
  Ricordarmi PURE quanto la tua indifferenza riuscisse a farmi sentire meno di niente in un istante, quanto mi tormentasse il tuo essere scostante e quanto fosse difficile mostrarsi insensibile al tuo poco rispetto.
  Perchè io avrei voluto essere, almeno un po', nel tuo mondo, nella tua testa, nella tua vita..
anche se spesso fanno schifo.
  E’ davvero incredibile quanto (tanto!) in te abbia visto di umano, profondo e meraviglioso e, contemporaneamente, quanto di freddo, duro e cattivo.
  Quindi chiudo.
Anche se lo so che continuerò a chiedermi perchè lei (o un'altra) si e io no.
Perchè quando parli di lei parli di sentimenti e invece io, questa parola, non l'ho mai meritata.
Perchè lei merita rispetto e invece io meritavo di essere ferita con la leggerezza più totalizzante.
  Quindi chiudo.
Chiudo e il cuore già non lo sento più.
  Una vera schifezza.
    Così torno indietro.
Torno a vecchi credi.
  Credi in cui sembra [...]

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