Un fiore fra tanti

    Verde era il prato disseminato di fiori ed io fra i tanti lì stavo sognando ogni giorno di rugiada una goccia e del sole un raggio che portasse il calore.
Poi improvvisa una mano si china e mi coglie lo strappo, il dolore, poi, mi porta alle labbra mi annusa mi sfiora, con grande dolcezza mi parla d’amore.
La gioia è improvvisa (scordato ormai il gesto lo strappo violento, scordata la pioggia scordato anche il sole) è solo la gioia che sgorga nel cuore perché sono l’unico, suo vero fiore.
Istanti inebrianti sussulti di gioia carezze sospiri, parole eccitanti, le labbra salate, pensieri esaltati e sguardi sognanti.
Poi quel gesto improvviso lo sguardo distratto, la mano sudata si muove e di scatto io vengo scagliato lontano, e in quell’atto, c’è tutta la noia di un gioco finito un moto di stizza per un fiore appassito inutili le urla, ancor più inutili i pianti non ti volgerai neppur pochi istanti io...
ero solo un fiore, un fiore fra i tanti.

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