Un magnifico Massimo Ranieri è Pasolini ne La Macchinazione da cameralook.it

Un magnifico Massimo Ranieri è Pasolini ne La Macchinazione – Intervista a Milena Vukotic BY GIACOMO ARICO' / 24 MAR 2016 / 0 COMMENTIMassimo Ranieri è lo straordinario interprete di Pier Paolo Pasolini ne La Macchinazione, il film scritto e diretto da David Grieco – da oggi in sala – che ripercorre e cerca di far luce sul delitto dell’indimenticabile intellettuale italiano.
A completare il cast sono: Libero De Rienzo, Matteo Taranto, Francois Xavier Demaison, Milena Vukotic, Roberto Citran, Tony Laudadio, Alessandro Sardelli, Paolo Bonacelli e Catrinel Marlon.
La musica della colonna sonora è dei Pink Floyd.
Nell’estate del 1975, l’Italia ha conquistato il diritto al divorzio e, sullo slancio, il Partito Comunista Italiano sembra poter riuscire a vincere le prossime elezioni politiche, per poi andare a governare il paese, abbattendo la storica pregiudiziale anticomunista del mondo occidentale.
Ma Pasolini (Massimo Ranieri) non condivide tutta questa euforia.
A suo modo di vedere, l’Italia si sta in realtà spostando a destra, sullo slancio di una cultura consumistica che sembra poter omologare tutto e tutti e rischia di diventare “una dittatura anche peggiore del fascismo”.
In quegli stessi giorni, Pasolini vede un ragazzo di borgata, Pino Pelosi (Alessandro Sardelli), che gli ricorda Ninetto, il Ninetto Davoli da lui scoperto anni prima quando era appena adolescente.
Pasolini e Pelosi s’incontrano periodicamente, suscitando le chiacchiere e il sarcasmo di una periferia romana anch’essa molto cambiata rispetto ai tempi di Accattone.
In questa periferia si agitano loschi figuri, ben poco poetici e ben poco pasoliniani, che hanno ormai scelto la delinquenza pura: sequestri, rapine, traffico di droga.
Appartengono a un’organizzazione criminale che presto diventerà padrona della città, grazie a potenti appoggi e amicizie altolocate: la Banda della Magliana.
Alessandro Sardelli e Massimo Ranieri Durante la sua personale indagine sulle trame della corruzione politica, Pasolini s’imbatte in Giorgio Steimetz (Roberto Citran), uno strano personaggio dal nome di fantasia, che ha scritto un libro di denuncia contro Eugenio Cefis, l’uomo dell’ENI, della Montedison e della P2.
Il libro, intitolato Questo è Cefis, è sparito dalla circolazione a quarantotto ore dalla sua uscita e il suo autore è costantemente pedinato dai servizi segreti.
Ma Pasolini non può sapere che i suoi incontri con Giorgio Steimetz vengono puntualmente osservati e registrati da spie molto ben [...]

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