Un negozio

Reza, “afgano.
Oggi ha 24 anni, un negozio, una sartoria, ha assunto due persone, a Roma, nel quartiere Tiburtino.
‹‹Sono un piccolo imprenditore››, racconta.
Un’impresa che si è guadagnato fin da piccolo, da quando, nel 2002, a 9 anni ha lasciato Ghzni per fuggire alle persecuzioni dei talebani.
‹‹Mia madre ha voluto salvare me e le mie sorelle, dopo la morte di mio padre, facendoci allontanare dal Paese››.
Un Paese dove oggi non c’è più nessuno della sua famiglia.
La mamma è in Pakistan con il fratello più piccolo, le due sorelle ad Amsterdam e, ‹‹per fortuna, stanno tutti bene››.
Un “bambino Ulisse”, come sono stati soprannominati questi minori non accompagnati che arrivano in Italia dopo lunghi viaggi e sofferenze.
Sette anni ci sono voluti a Reza, etnia ahzara, per sbarcare nel nostro Paese.
Dall’Afghanistan al Pakistan e poi in Iran per 4 anni.
‹‹Ho imparato da piccolo a cucire, e questa è stata la mia salvezza››, racconta pensando al passato.
A quei 6 mesi in carcere in Iran e p...

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