Un nuovo equilibrio

La vittoria di Andy Murray agli US Open 2012 non è stata una grandissima sorpresa.
Lo scozzese da oltre 2 mesi sta giocando alla grande i tornei importanti.
Prima Wimbledon, dove supera un tabellone difficile e in finale gioca una gran partita contro Federer.
Poi i Giochi Olimpici, dove si prende la rivincita sullo svizzero conquistando l'oro.
E ora finalmente, il primo torneo dello Slam, giunto alla sua quinta finale Slam (nelle precedenti 4 finali aveva conquistato un solo set).
Era dal 2003 che non si assisteva a 4 vincitori diversi durante l'anno nei tornei Slam.
In quell'occasione, Agassi conquistà il suo ultimo Major agli Australian Open, Ferrero vinse il suo unico Slam a Parigi, Roger vinse il primo Slam a Wimbledon e Roddick, dopo un'estate da record, in cui vinse a Montreal e Cincinnati, fece suo lo US Open, unico titolo Slam vinto in carriera.
Ma se il 2003 era iniziato senza un vero dominio (o duopolio), lo stesso non poteva dirsi per il 2012.
Chi si aspettava di vedere Djokovic replicare il tennis e il dominio del 2001 è stato parzialmente deluso.
Mai come quest'anno la leadership stagionale è variata di mese in mese.
A inizio anno Djokovic è stato il padrone del circuito, con i successi a Melbourne e Miami, con nel mezzo la tripletta di Federer Rotterdam - Dubai - Indian Wells che ha rimesso Roger in scia in classifica.
Ma nella stagione sulla terra, quando Nole poteva completare il "suo" Grande Slam è emerso Nadal.
Ottavo successo a Monte Carlo, settimo a Barcellona, e soprattutto settimo al Roland Garros.
E tutto questo con Roger e soprattutto Murray in forte calo, destinati a un triste ruolo di comprimari.
Dopo la finale di Parigi in particolare, Nadal sembrava imbattibile.
Il modo in cui aveva vinto il suo settimo Roland Garros era stato impressionante, e le 3 vittorie su Nole a Monte Carlo, Roma e Parigi (con un parziale di 7 set a 1) non lasciava dubbi.
E proprio dopo quel match è terminato il duopolio Nole - Rafa e sono saliti in cattedra Roger e Murray.
Lo scenario non poteva che essere Wimbledon, dove Federer ha schiacciato Djokovic in semifinale e sconfitto Murray in finale, riprendendosi Wimbledon, un successo in un Major (mancava da oltre 2 anni) e il primo posto in classifica, superando anche il record di settimane in testa alla classifica di Sampras.
Il massimo insomma.
Ma da quella sconfitta è nato un nuovo Murray, cresciuto forse grazie alla pressione e al tifo dei britannici durante l'intero torneo.
Lo scozzese ha dominato le Olimpiadi, vincendo nettamente la semifinale contro Nole e [...]

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