Un sindacato nuovo per un nuovo paese

Responsabilità è la parola chiave che abbiamo scelto per il XVII° Congresso della Cisl che si celebra a Roma dal 12 al 15 giugno 2013.
E' per noi un vero Congresso "costituente".
Dobbiamo ricostruire il nostro paese che da almeno vent'anni non è stato governato, in mano ad una politica includente, litigiosa (come si e' visto anche in queste giornate), succube delle lobbies, della finanza e dei grandi monopoli, pubblici e privati.
Ma deve cambiare profondamente anche il sindacato, rinnovando il suo gruppo dirigente, affidando un maggiore ruolo negoziale ai nostri rappresentanti sindacali sui posti di lavoro, con uno snellimento delle strutture territoriali e di categoria.
Siamo nel pieno di una crisi istituzionale e politica, forse senza precedenti nella storia repubblicana.
Ancora per molto tempo ci dovremo misurare con la recessione economica, i vincoli del debito pubblico, gli squilibri e le trasformazioni del sistema produttivo.
Siamo stati noi della Cisl ad evitare in questi anni che gli effetti più gravi della crisi colpissero i salari, le pensioni, le tutele sociali.
Noi non facciamo demagogia, non lanciamo anatemi come fanno altri.
Ci siamo battuti- e ci batteremo ancora- per estendere gli ammortizzatori sociali a tutti i lavoratori, stipulando nuovi contratti che porteranno un aumento del salario grazie ad una sostanziosa detassazione.
Anche nel settore del pubblico impiego vogliamo rinnovare i contratti, legando gli aumenti alla maggiore produttività e alla riforma della macchina amministrativa.
La nostra strategia è quella di ridurre le tasse per i lavoratori ed i pensionati, combattere l'evasione, tagliare le spese improduttive.
Ci sono troppi livelli amministrativi, una selva di enti e di poltrone che vanno aboliti.
Il nostro Paese deve riconfermare la sua vocazione industriale, puntare sugli investimenti per le infrastrutture, sull'innovazione nelle pubbliche amministrazioni e nei servizi.
Bisogna favorire gli investimenti nei territori, facendo costare di meno l'energia e occupandosi dei fattori di sviluppo.
Ma serviranno trasparenza politica e sostegno delle forze sociali, per diventare più competitivi e attirare capitali internazionali.
Un welfare attivo si costruisce attraverso la concertazione territoriale con le Regioni e gli enti locali, coinvolgendo le associazioni e il volontariato.
Una attenzione specifica meritano gli anziani, i più colpiti dalle nuove povertà, assieme ai bambini e ai giovani.
Spetta al sindacato e ai corpi intermedi contrastare e invertire il processo di emarginazione che [...]

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